<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<!-- If you are running a bot please visit this policy page outlining rules you must respect. http://www.livejournal.com/bots/ -->
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:lj="http://www.livejournal.com">
  <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin</id>
  <title>truly</title>
  <subtitle>truly</subtitle>
  <author>
    <name>truly</name>
  </author>
  <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/"/>
  <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom"/>
  <updated>2010-02-20T11:53:27Z</updated>
  <lj:journal userid="12282593" username="fanlin" type="personal"/>
  <link rel="service.feed" type="application/x.atom+xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom" title="truly"/>
  <link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/"/>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:11802</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/11802.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=11802"/>
    <title>Rosaceae / Agrimonia [Glee]</title>
    <published>2010-02-20T11:45:55Z</published>
    <updated>2010-02-20T11:45:55Z</updated>
    <category term="challenge: sfida di carnevale"/>
    <category term="fandom: glee"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo: Rosaceae / Agrimonia&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Glee&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole:&lt;/strong&gt; 585 (GoogleDocs)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; Brad ha una qualche idea di chiederle come faccia a sapere il suo nome, visto che si &amp;egrave; dato un sacco da fare affinch&amp;eacute; non fosse conosciuto da nessuno, ma lascia perdere quando nota il lucicchio sospetto negli occhi di Suzie Pepper. Cerca invano di ricordarsi quali fossero le regole fondamentali da seguire in caso di incontro del terzo tipo con individui mentalmente instabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rosaceae / Agrimonia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha appena tirato spinto la sedia all'indietro per alzarsi e uscire dalla sala prove--riflettendo sui pettegolezzi nuovi di giornata da mettere in circolo--quando Suzie Pepper spunta di fronte a lui. Fuori dal nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Uhm,&amp;quot; dice, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; esattamente al corrente dell'etichetta da seguire quando ci si ritrova davanti la molestatrice adolescente probabilmente ossessiva-compulsiva di William Schuester. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una&lt;/em&gt; delle molestatrici adolescenti ossessive-compulsive di William Schuester. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suzie Pepper ha una faccia determinata molto convincente. &amp;quot;Ho bisogno di un favore, Brad,&amp;quot; e se non sapesse gi&amp;agrave; tutto del sordido passato di Suzie Pepper con William Schuester comincerebbe ora a sudare freddo. Non sa se sia meglio il fatto che abbia cominciato a sudare freddo sin da quando si &amp;egrave; reso conto che l'ombra aleggianteglisi addosso apparteneva a Suzie Pepper. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brad ha una qualche idea di chiederle come faccia a sapere il suo nome, visto che si &amp;egrave; dato un sacco da fare affinch&amp;eacute; non fosse conosciuto da nessuno, ma lascia perdere quando nota il lucicchio sospetto negli occhi di Suzie Pepper. Cerca invano di ricordarsi quali fossero le regole fondamentali da seguire in caso di incontro del terzo tipo con individui mentalmente instabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno: annuire. Sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suzie si avvicina. Pi&amp;ugrave; si avvicina e pi&amp;ugrave; le sue lentiggini prendono vita e spazio proprio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suzie dice: &amp;quot;Ho bisogno di accostare Rachel Berry per una facile chiacchierata da donna a donna, ma molto stranamente non riesco mai a trovarla da sola. O senza una granita esplosa sui suoi vestiti e sui suoi capelli.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Uhm,&amp;quot; dice Brad, molto intelligentemente. Occhieggia con disperazione nell'anima la porta socchiusa della sala prove. &amp;quot;Uhm.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Voglio dire, non penso di star chiedendo troppo da una persona in cos&amp;igrave; chiaro e ovvio bisogno del mio aiuto, ma da certe osservazioni che sono riuscita a fare nel corso degli ultimi giorni, Rachel Berry non ha alcuna nozione del destino a cui sta andando incontro,&amp;quot; continua, sembrando piuttosto pensierosa. Fa un semi-grugnito col naso per tirar su gli occhiali. 'Nnnnf,' fa il suo naso, e Brad non sa come fuggire da questa situazione delicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Non credo che sia una cosa impossibile, e le deduzioni mi dicono che non mi sta eludendo di proposito, ma &amp;egrave; fastidioso comunque.&amp;quot; Suzie sorride. Brad trema. &amp;quot;E' la mia esperienza che sta parlando, Brad caro, e la mia esperienza mi sta intimando di aiutare quella povera ragazza inconsapevole dei propri limiti.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Uh,&amp;quot; dice Brad, tanto per variare sul tema. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Voglio dire,&amp;quot; si ripete, con una certa calma che di certo non la contraddistingue affatto, &amp;quot;Quella con William Schuester &amp;egrave; una battaglia. La si comincia come una battaglia fatta di risatine e cuoricini e regali inappropriati, la si continua come una battaglia, la si termina come una battaglia. Combattuta con onore.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brad &amp;egrave; inquietato dagli occhi lucidi di Suzie Pepper. &amp;quot;Uhm,&amp;quot; dice, per buona misura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ho combattuto la mia battaglia con onore,&amp;quot; tira su con il naso. &amp;quot;Sono una persona al di sopra di queste debolezze umane, e aiuter&amp;ograve; il prossimo a diventare un poco al di sopra degli esseri umani che non hanno mai avuto modo di partecipare al mio dolore. Anche se non se lo merita, perch&amp;eacute; la mia psichiatra mi incoraggia da settimane a tendere la mano ai messi peggio e finalmente ho trovato qualcuno che &amp;egrave; messo peggio di me.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brad trema visibilmente. &amp;quot;Uhm,&amp;quot; dice, e non &amp;egrave; sicuro di poter sopravvivere a lungo in prossimit&amp;agrave; a Suzie Pepper. &lt;em&gt;Suzie&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Pepper&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suzie Pepper sorride, mettendo in mostra lo splendore del suo apparecchio per i denti. &amp;quot;Allora,&amp;quot; cinguetta con allegria, &amp;quot;vuoi aiutarmi?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:11761</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/11761.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=11761"/>
    <title>Rosaceae / Fotinia [Glee]</title>
    <published>2010-02-20T11:44:30Z</published>
    <updated>2010-02-20T11:44:30Z</updated>
    <category term="challenge: sfida di carnevale"/>
    <category term="fandom: glee"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo: Rosaceae / Fotinia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Glee&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole:&lt;/strong&gt; 273 (GoogleDocs)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; Santana alza un sopracciglio, incrociando le braccia e assumendo una postura essenzialmente combattiva. &amp;quot;Cosa stavi facendo insieme alla femmina e all'asiatica balbuziente?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rosaceae / Fotinia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brittany ha lo sguardo vacuo. &amp;quot;Cosa?&amp;quot;&lt;br /&gt;Santana alza un sopracciglio, incrociando le braccia e assumendo una postura essenzialmente combattiva. &amp;quot;Cosa stavi facendo insieme alla femmina e all'asiatica balbuziente?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brittany alza una gamba e la tiene tesa. Ha la strana abitudine di mettersi a fare stretching nei momenti meno adatti e nei luoghi meno appropriati. &amp;quot;Cose,&amp;quot; risponde, rimanendo vaga. &amp;quot;Cosa ne pensi della festa di questo fine-settimana?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santana &amp;egrave; abituata ai cambi di argomento di Brittany, e non demorde. &amp;quot;Che tipo di cose?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;La festa di questo fine-settimana,&amp;quot; dice Brittany, continuando ad avere un'espressione vacua in volto. &amp;quot;Quella a cui siamo invitate?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Parlavate della festa di questo fine-settimana?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brittany annuisce. Tira gi&amp;ugrave; la gamba e tira su l'altra. &amp;quot;Ho pensato fosse carino invitare anche loro,&amp;quot; dice, mordendosi il labbro inferiore. Ha problemi alla schiena e sta cercando di non sforzarla troppo. &amp;quot;Abbiamo ballato e guardato Grey's Anatomy e parlato di ragazzi. E' stato divertente,&amp;quot; aggiunge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santana inarca l'altro sopracciglio. &amp;quot;Divertente?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Divertente,&amp;quot; conferma, alzando la testa e guardando Santana dritta negli occhi. &amp;quot;Cosa ne pensi dei pantacollant?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Scomodi ma utili,&amp;quot; afferma con convinzione. Poi aggiunge: &amp;quot;E non avete fatto nient'altro?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Abbiamo parlato di chi sar&amp;agrave; reginetta del ballo di fine anno,&amp;quot; dice distratta. Ha la frangetta che le ricade sugli occhi. &amp;quot;Ora che, sai, Quinn &amp;egrave; totalmente fuori dalla gara.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Davvero?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Davvero.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brittany lascia correre un silenzio confortevole. &amp;quot;A Kurt piacciono i pantacollant,&amp;quot; dice di botto. &amp;quot;Dice che gli fanno una gran linea di culo. Io non sono cos&amp;igrave; d'accordo,&amp;quot; dichiara. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santana assume un'espressione sorpresa. &amp;quot;Davvero?&amp;quot; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E subito dopo: &amp;quot;A chi fanno un culo ancora migliore, allora?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brittany sorride. &amp;quot;Felice che tu me l'abbia chiesto...&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:11300</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/11300.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=11300"/>
    <title>Rosaceae / Biancospino [Glee]</title>
    <published>2010-02-20T11:42:51Z</published>
    <updated>2010-02-20T11:53:27Z</updated>
    <category term="challenge: sfida di carnevale"/>
    <category term="fandom: glee"/>
    <content type="html">&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Titolo: Rosaceae / Biancospino&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Glee&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole:&lt;/strong&gt; 401 (GoogleDocs)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &amp;quot;Come quando ha scoperto che la nuova cura porifera a base di sali minerali gli peggiorava l'acne sulla zona intorno alla bocca.&amp;quot;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mille grazie a G. per la sua beta-lettura!&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Rosaceae / Biancospino &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&amp;quot;Fiori,&amp;quot; annuncia Mr Shue con un gran sorriso stampato in volto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro Asiatico aggrotta le sopracciglia. Kurt sa che ha aggrottato le sopracciglia (anche se quando lo fa si nota poco. Anzi, anche se Altro Asiatico stesso viene notato poco, punto) perch&amp;eacute; ha una scommessa in corso con Mercedes su chi riesce ad imitare pi&amp;ugrave; sopracciglia degli altri ragazzi nel glee club. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercedes non ha ancora perfezionato il sopracciglio sinistro di Finn, e si difende dicendo che 'non riuscire ad imitare un'espressione da beota &amp;egrave; solo a mio favore, Kurt,' a cui Kurt deve ancora trovare una risposta soddisfacentemente arguta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kurt sta vincendo di tre sopracciglia. Deve ancora arrivare a padroneggiare la simmetria delle sopracciglia di Rachel quando &amp;egrave; in piena modalit&amp;agrave; 'sincera tirata sui problemi sociali del mondo contemporaneo', ma in realt&amp;agrave; crede poco che sia possibile riuscirci: rimane una questione di principio, comunque, e Kurt non si lascia vincere dalle circostanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se imitare le sopracciglia di Rachel &amp;egrave; molto, molto doloroso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come quando ha scoperto che la nuova cura porifera a base di sali minerali gli peggiorava l'acne sulla zona intorno alla bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Shue sta ancora parlando di fiori e di temi e di gare regionali, ma Kurt sceglie di continuare a ignorare il suo discorso ispiratorio del giorno: Mr. Shue &amp;egrave; pieno di buone intenzioni, e in linea di massima &amp;egrave; un brav'uomo, ma a volte si ha semplicemente bisogno di lasciarsi distrarre da altre cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cose pi&amp;ugrave; interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il piede destro di Finn, che attualmente sta battendo ritmicamente sul pavimento dell'auditorium.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kurt ha un brevissimo attimo di invidia nei confronti del pavimento dell'auditorium, che sopprime appena se ne rende conto perch&amp;eacute;, insomma: okay essere il ragazzo pi&amp;ugrave; gay nella scuola; okay essere innamorato senza speranza di un ebete giocatore di football che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; etero di tre squadre di football messe insieme; ma cominciare ad avere fantasie sull'essere malmenato da detto giocatore di football?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio no. O almeno, non fino al post-scuola superiore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Shue sta dando a tutti una lista di dieci pagine in carattere tahoma otto di tutte le canzoni con riferimenti floreali degli ultimi quarant'anni. Perch&amp;eacute; 'quelle prima degli anni sessanta sono in un'altra lista che dovr&amp;ograve; fotocopiare quando ci saranno fondi per comprare altra carta da fotocopiatrice,' dice Mr. Shue, e se Mr. Shue non fosse un insegnante favoloso Kurt ponderebbe la decisione di farlo internare--per ossessione indecente e incurata, o qualcosa di simile.&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:11217</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/11217.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=11217"/>
    <title>[Sfida di Carnevale] Schedina</title>
    <published>2010-02-15T21:48:25Z</published>
    <updated>2010-02-20T11:52:30Z</updated>
    <category term="challenge: sfida di carnevale"/>
    <category term="!schedina"/>
    <content type="html">&lt;table align="center" border="2" bordercolor="#000000"&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;img src="http://www.fanworld.it/immagini/iniziative/7/Nizzapiccolo.png" alt="" width="200" height="133" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center"&gt; &lt;a href="http://www.fanworld.it/page.php?id=39" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;Carnevale di Nizza&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; @ &lt;a href="http://www.fanworld.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;&lt;strong&gt;Fanworld.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; &lt;span class='ljuser ljuser-name_tina_nocturne' lj:user='tina_nocturne' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://tina-nocturne.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://tina-nocturne.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;tina_nocturne&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center"&gt;#1. &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/11300.html"&gt;Fiori&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center"&gt;#2. &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/11802.html"&gt;Battaglia&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center"&gt;#3. &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/11761.html"&gt;Regina della Festa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center"&gt;&lt;strong&gt;Storie terminate:&lt;/strong&gt; 3/3&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://i578.photobucket.com/albums/ss228/confidentina/NizzaTina.png" border="0"&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:10801</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/10801.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=10801"/>
    <title>Dote [Harry Potter]</title>
    <published>2010-02-14T22:17:14Z</published>
    <updated>2010-02-14T22:20:56Z</updated>
    <category term="fandom: harry potter"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: Dote&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Harry Potter&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1,000 parole (Google Docs)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; &amp;quot;&lt;i&gt;Calesco&lt;/i&gt;.&amp;quot; Caligo. Ignesco. La prigione in cui Draco vive non &amp;egrave; mai la stessa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritta per&amp;nbsp;&lt;span class='ljuser ljuser-name_janetmourfaaill' lj:user='janetmourfaaill' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://janetmourfaaill.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://janetmourfaaill.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;janetmourfaaill&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;in occasione del primo giro di aste a&amp;nbsp;&lt;span class='ljuser ljuser-name_help_haiti' lj:user='help_haiti' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://help-haiti.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://help-haiti.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;help_haiti&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. Ispirata parzialmente alla poesia 'Escape' di Emily Tesh. Un enorme ringraziamento a G. per l'aiuto &amp;hearts;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;Dote&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;div style="text-align: right"&gt;&lt;font align="right"&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;b&gt;Escape&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Emily Tesh&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This house is too well-known to me. It creaks&lt;br /&gt;In high winds when the ocean blows them in.&lt;br /&gt;It murmurs to itself. I hear the thin&lt;br /&gt;Soft whispers of its voice pour through the leaks.&lt;br /&gt;I think you hear them too. These old walls seek&lt;br /&gt;To hem us like the mountains, pen us in.&lt;br /&gt;The shore is where the prison-wall begins&lt;br /&gt;And on the land the light is grey and weak.&lt;br /&gt;But water catches sunbeams where they fall,&lt;br /&gt;Reflects them back again all dizzy-bright&lt;br /&gt;With split-gold meanings: 'You could still be free.'&lt;br /&gt;It's true &amp;ndash; though, for a little while, let's stall,&lt;br /&gt;And watch the sea-birds circle to gain height&lt;br /&gt;Where cliffs divide the sunlight from the sea.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Caligo&lt;/i&gt;,&amp;quot; sogna, in lettere chiare e nitide che sbiadiscono alla luce dell'alba. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La sua vita sarebbe potuta andare in questo modo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa che lo tiene prigioniero scricchiola ad ogni passo che compie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Ignesco&lt;/i&gt;,&amp;quot; sente. Il tempo si ferma e il suo mondo si trasforma, ma quando riprende a respirare le fiamme bruciano le mura e divorano i drappi che ne coprono i quadri e i ritratti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha le mani fredde; da sette anni la sua bacchetta &amp;egrave; cenere, e le sue dita si stringono (bianche, magre. Ossute) attorno a uno spiffero d'aria calda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiude gli occhi e inspira.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Le cose cominciano ad andare male quando Narcissa comincia a piangere. Draco non ne &amp;egrave; sicuro, un po' perch&amp;egrave; Draco non &amp;egrave; mai stato certo di qualcosa, e un po' perch&amp;eacute; Narcissa non si &amp;egrave; mai permessa di piangere di fronte a Draco. &amp;Egrave; composta e regale e Draco le vuole bene come non gliene ha mai voluto prima: un'incrinatura e la sua visione generale si riempie di colori che non ha mai avuto modo di notare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stringe la mano intorno a una bacchetta fatta di stringhe di drago e di legno di noce; attende. Tiene un occhio su sua madre e l'altro sulla porta che hanno chiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sottile profumo di calendule si sparge nell'aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;L'odore di bruciato gli riempie le narici all'improvviso. (Lo stato dei sensi di Draco &amp;egrave; incerto, cos&amp;igrave; come &amp;egrave; incerta la situazione in cui si trova.) Le sue palpebre tremolano e il suo respiro si fa rapido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si lascia scivolare a terra, con una manciata di parole che non riesce ad afferrare e una scatola di ricordi che ha perso nelle fiamme. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ti prendevo in braccio e ti cullavo, e il calore che emanava la tua pelle di bimbo bastava a riscaldarmi...&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La calendula fiorisce una volta ogni mese d'estate. I suoi petali sono diffusi nella composizione di un gran numero di decotti, ma sono le sue foglie (tenere e scolorite) che attraggono la maggior attenzione: si pensa che siano uno degli ingredienti principali di un leggendario filtro d'amore dalle origini orientali...&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Caligo&lt;/i&gt;,&amp;quot; sogna, e quando il tepore dei raggi di un sole ancora basso fallisce di riscaldargli il viso, apre gli occhi e si ritrova al buio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La sua vita potrebbe star andando cos&amp;igrave;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prigione che sta misurando a passi infiniti &amp;egrave; piena di nicchie e di angoli. &lt;br /&gt;Quando cerca di fermarsi o di rallentarsi nuove nicchie e nuovi angoli appaiono: e, da quando l'idea gli compare in mente, ne tiene il conto [tiene il conto delle nicchie e degli angoli] scrupolosamente, per mancanza di altro da fare. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Draco tiene un mucchietto di fusti di calendula alla sua sinistra, un mucchietto di foglie di calendula a destra, e un terzo mucchietto di petali di calendula di fronte a s&amp;eacute;; i petali di calendula sono stati pestati con un mortaio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sua madre si sedeva dove sono ora i petali di calendula. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;A volte, quando l'insonnia lascia la presa sulla sua mente, Draco ricorda cose che ritiene vagamente insulse, o derisoriamente improbabili: cose come una casa, e un cielo.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Il cielo sopra Hogwarts ha perso le sue stelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Ignesco&lt;/i&gt;,&amp;quot; sussurra, e il castello prende vita e fuoco: una risata squilla nel vuoto che sta sparendo poco a poco, e Draco rabbrividisce. Stringe le mani a pugno e trema: la sensazione di impotenza gli &amp;egrave; familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Beve acqua dalle mani tenute a coppa. Ha le ciocche di capelli ingarbugliati che ricadono sulla sua faccia, e bench&amp;eacute; tenti e tenti ancora, non riesce a scostarle completamente. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Quando Narcissa si addormenta, non &amp;egrave; mai completamente. Draco se ne accorge quasi subito: il senso d'allerta non abbandona lui e apparentemente non riesce ad abbandonare neanche lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(In realt&amp;agrave; le cose continuano in questo modo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco non riesce a calmarsi. Il panico si &amp;egrave; instillato nella sua mente e la sua indole ansiosa e naturalmente volubile non aiuta a rassicurarlo su alcunch&amp;eacute;. Le sue capacit&amp;agrave; di equilibrio psicologico non sono mai state affinate al loro meglio, e Draco non spera neanche di riuscire a raggiungere una qualsiasi parvenza di tranquillit&amp;agrave; spirituale; sperare &amp;egrave; un'azione che possono compiere solamente quelli che hanno ancora qualcosa a cui aggrapparsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sua madre muore silenziosamente fra le sue braccia, in una posa tipicamente derisibile e correntemente angosciosa.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco comincia ad essere stanco di sopravvivere, ma non finisce di esserlo: &amp;egrave; questa una delle pecche che maggiormente si distinguono nell'ammasso scuro in cui si raggruppano tutte le sue falle personali: non portare mai a termine il compito che si &amp;egrave; prefisso. Non arrivare mai al traguardo avvistato; partecipare ma non vincere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Bruciare significa avere cicatrici ma non morire; o almeno, questa &amp;egrave; la definizione che pi&amp;ugrave; si avvicina all'esperienza che Draco sperimenta sulla propria pelle (sotto la propria pelle) e che non riuscir&amp;agrave; mai a rendere appieno con parole che non riesce a non lasciar fuggire. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Hai ancora la possibilit&amp;agrave; di essere libero,&amp;quot; gli dicono con un mormorio soffuso e un odore di fiori d'arancio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Ci sono incantesimi peggiori di un lampo di luce verde.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La casa che lo tiene prigioniero &amp;egrave; un mausoleo. (Il mausoleo che lo tiene prigioniero &amp;egrave; una catapecchia abbandonata.) Il pavimento cigola e le assi su cui cammina sono rose dalle tarme. Muovendosi, le sue scarpe si impigliano una volta ogni tre nei vestiti troppo lunghi che ha sottratto ad un uomo morente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; qualcosa che dovrebbe afferrare (una spiegazione, un chiarimento, un ragionamento convoluto e intricato), ma che lo elude ogni volta che pensa di essere arrivato alla conclusione della storia di cui &amp;egrave; entrato a far parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Caligo&lt;/i&gt;,&amp;quot; dice, e la gabbia che lo rinchiude si trasforma in un sogno colorato di verde spento.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Dormire ha una certa qualit&amp;agrave; appagante che non &amp;egrave; mai riuscito a comprendere del tutto. Non ha mai dato voce alle sue considerazioni in merito, perch&amp;eacute; non aveva motivo di farlo; ora che non pu&amp;ograve; fare altro che dormire, non riesce a riportare a galla le ragioni per le quali dormire non gli &amp;egrave; mai andato a genio, e questo fatto lo disturba meno di quanto dovrebbe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&amp;quot;&lt;i&gt;Calesco&lt;/i&gt;.&amp;quot;&lt;/blockquote&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:10284</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/10284.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=10284"/>
    <title>Paura del Buio [Harry Potter]</title>
    <published>2009-10-31T15:08:49Z</published>
    <updated>2009-10-31T15:08:49Z</updated>
    <category term="challenge: dolcetto o scherzetto fest"/>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: harry potter"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: Paura del Buio &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom: &lt;/b&gt;Harry Potter&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 427 (GoogleDocs)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; No, no, no: non arretrare. Vedi? Non ho canini insanguinati e la mia pelle è tiepida al tocco. Avvicinati: ti assicuro, te lo prometto; non ti farò alcun male. Senti? Lo senti il sangue che scorre sotto pelle? Senti il cuore che batte? Non sono un vampiro. Non ti hanno raccontato dei vampiri? Ti hanno raccontato dei vampiri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero in preda all'ansia ed ero sicura di non esserne capace. Poi ho scritto questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per la terza fase del Dolcetto o Scherzetto Fest di &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Paura del Buio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti hanno raccontato dei vampiri. No, non è una domanda: è un'affermazione. Io &lt;i&gt;so&lt;/i&gt; che ti hanno parlato dei vampiri. Io &lt;i&gt;so&lt;/i&gt; che ti hanno raccontato dei lupi mannari. &lt;i&gt;So&lt;/i&gt; che &lt;i&gt;sai&lt;/i&gt; dei centauri, delle acromantule, delle creature mostruose che si aggirano nelle foreste e al buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai che ci sono cose peggiori della paura del buio. Dei mostri sotto il letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo confesserai mai a nessuno; quello che accadrà rimarrà un segreto fra te e me. Non credi, piccolino? Dimmelo. Giuramelo. Un segreto fra me e te. Un legame fra te e me. No, no, no: non arretrare. Vedi? Non ho canini insanguinati e la mia pelle è tiepida al tocco. Avvicinati: ti assicuro, te lo prometto; non ti farò alcun male. Senti? Lo senti il sangue che scorre sotto pelle? Senti il cuore che batte? Non sono un vampiro. Non ti hanno raccontato dei vampiri? Ti hanno raccontato dei vampiri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai che ci sono cose peggiori della paura del buio. Dei mostri sotto il letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuramelo. Una promessa, un voto di silenzio: una cosa fra di noi, fra noi due, una cosa tutta nostra. Non esitare, non lo fare: non sono un lupo mannaro. Non vedi? Non vedi? Sei fortunato, lo sei, sei fortunato: hai una bella madre e un bel padre e hai una bella vita. Una bella camera. La vedi la luna, la vedi, la vedi la vedi la vedi? È piena, è bella, è bella quanto sei bello tu. Ti hanno raccontato dei lupi mannari? Ti hanno raccontato dei lupi mannari. Dammi l'altra tua mano, dammela, dammela: i tuoi sensi non ti dicono che sono umano? Tatto, olfatto, vista, udito. I tuoi occhi non mentono, sono come te, sono proprio così, così così così, ho due gambe e due braccia e una testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai che ci sono cose peggiori della paura del buio. Dei mostri sotto il letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono umano, sono reale, sono vivo e sono te, e tu sei me, perché il segreto fra me e te esclude qualsiasi altra cosa. Non sono una supposizione: senti, lo senti, senti il mio respiro sulla tua guancia? È caldo e fastidioso come il tuo sulla mia gola. Sono umano, sono umano, sono umano: sono umano io e sei umano tu ed è umano il nostro segreto, così umano, talmente umano. Non piangere: sto piangendo io, e le mie lacrime basteranno a castigarmi e castigarti e castigarmi ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai che ci sono cose peggiori della paura del buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tieniti stretto, aggrappati forte: non mollare la presa, o non sarai più umano. Stringimi, stringimi, stringimi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:9999</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/9999.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=9999"/>
    <title>La Traccia [Originale]</title>
    <published>2009-10-26T11:56:45Z</published>
    <updated>2009-11-07T14:42:17Z</updated>
    <category term="challenge: dolcetto o scherzetto fest"/>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: originale"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: La Traccia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom: &lt;/b&gt;Originale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 619 (GoogleDocs)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; "Immagino quindi che tu non sia stata accoltellata dal tuo ex-amante inferocito o che tu non sia la tragica figura femminile protagonista di una toccante vicenda di dolore e morte," disse il vampiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia fiducia nel genere umano mi spinge a credere che nessuno sia tocco abbastanza da reclamare questi personaggi o questa specifica situazione come suoi e non miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per la seconda fase del Dolcetto o Scherzetto Fest di &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;La Traccia&lt;/b&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La traccia terminava alla porta semi-chiusa di una camera illuminata soffusamente da quella che sembrava una piccola lampada da comodino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tirando un sospiro inconsistente, si fece forza e aprì completamente la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"È permesso?" chiese, perché vampirismo o no, era stato cresciuto cortese e cortese sarebbe rimasto. (Se per tutta l'eternità di questo mondo, questo si sarebbe visto solo con il trascorrere del tempo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A rispondergli ci fu solamente una serie incomprensibile di gemiti e grugniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh," disse il vampiro, per niente interdetto e anzi decisamente ringalluzzito, "sei sul punto di morire? Stai sanguinando a morte? Qualcuno ti ha piantato un coltello in pancia e stai aspettando solamente che un angelo ti porti in cielo (cosa che non succede più di questi tempi, c'è troppa gente e neanche gli angeli hanno molta voglia di lavorare a tempo pieno)?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serie incomprensibile di gemiti e grugniti si fece più forte. Il vampiro lo prese per segno di assenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh, bene," riprese tutto contento, "sappi che ti sto solo facendo un favore. Morire facendosi succhiar via il sangue è molto più veloce e indolore dell'aspettare che il colpo subito faccia il suo corso. Non me ne volere," aggiunse poi, annuendo vigorosamente con il capo e prendendo lunghe falcate per avvicinarsi in fretta al letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grosso oggetto bollente gli finì dritto in faccia e lo fece cadere a terra barcollando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ouch," disse il vampiro, tirandosi in piedi e tastandosi con cautela il naso. Guardò con insofferenza e con malcelato vittimismo la donna che gli aveva lanciato contro una borsa dell'acqua calda in pieno viso. "Immagino quindi che tu non sia stata accoltellata dal tuo ex-amante inferocito o che tu non sia la tragica figura femminile protagonista di una toccante vicenda di dolore e morte?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ci posso credere," sibilò con voce roca la donna, che nel frattempo si era accoccolata intorno a un'altra borsa dell'acqua calda e si era tirata su il piumone fino a coprirle quasi tutta la testa. "Una persona cerca un po' di tranquillità e di solitudine per compiangersi a dovere, e si ritrova pedinata da un succhia-sangue pervertito che non sa cosa significhi la parola 'no'. Non ci posso proprio credere..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ehi," obiettò severamente il vampiro. "Io non ti ho pedinata. È solo che, sai, quando il sangue è fondamentale per la propria salvezza, una persona si adatta e segue tutte la tracce di sangue fresco che il suo fiuto riesce a localizzare. Soprattutto quando squartare e sbudellare i vivi non piace," aggiunse con una smorfia della bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vampiro riusciva quasi a immaginarsi il sopracciglio inarcato della donna quando gli chiese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non dovresti essere, cosa ne so, pieno di fascino magnetico e capace di bere con dignità e senza pasticciare ovunque il sangue delle tue vittime? Almeno," precisò subito, "è quello che fanno vedere nei film."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vampiro prese a osservarsi interessato le unghie. "Uhm."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A meno che oltre a non essere capace di infliggere ferite mortali agli umani tu non sia anche un fallito nell'arte del cibarsi senza fare casini."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uh," disse il vampiro, ora a capo chino e con un profondo, innaturale rossore a coprirgli il collo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E a meno che tu non sappia neanche riconoscere il sangue delle mestruazioni di una donna dal sangue di una macabra scena del delitto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un lungo silenzio si protrasse nella stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ew," si fece sfuggire infine con un lamento il vampiro. "Ew ew ew. Che schifo. Ew."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna emise una risata piena della malvagità tipica di coloro che sono riusciti a lasciare un segno permanente nella vita del povero malcapitato di turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vampiro emise un paio di altre ottime imitazioni di un conato di vomito; girò i tacchi e se ne fuggì via a gambe levate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:9755</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/9755.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=9755"/>
    <title>[fanfic_italia] dolcetto o scherzetto fest, schedina</title>
    <published>2009-10-23T19:36:58Z</published>
    <updated>2009-11-07T10:01:22Z</updated>
    <category term="challenge: dolcetto o scherzetto fest"/>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="!schedina"/>
    <content type="html">&lt;center&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="border-collapse: collapse" bordercolor="#111111" width="401" background="http://i42.photobucket.com/albums/e345/fiorediloto/battabella.jpg" width="401" height="180"&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="89" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="58" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="26" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="55" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="27" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="57" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="89" height="46"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="89" height="59"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="58" height="59"&gt;&lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/9219.html"&gt;&lt;img border="0" src="http://i42.photobucket.com/albums/e345/fiorediloto/hall1.jpg" width="57" height="56"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="26" height="59"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="55" height="59"&gt;&lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/9999.html"&gt;&lt;img border="0" src="http://i42.photobucket.com/albums/e345/fiorediloto/hall2.jpg" width="57" height="57"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="27" height="59"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="57" height="59"&gt;&lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/10284.html"&gt;&lt;img border="0" src="http://i42.photobucket.com/albums/e345/fiorediloto/hall3.jpg" width="57" height="57"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="89" height="59"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width="89" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="58" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="26" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="55" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="27" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="57" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td width="89" height="72"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:9219</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/9219.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=9219"/>
    <title>Who in the Sunshine [The Mortal Instruments]</title>
    <published>2009-10-21T18:30:28Z</published>
    <updated>2009-10-21T18:30:28Z</updated>
    <category term="fandom: the mortal instruments"/>
    <category term="challenge: dolcetto o scherzetto fest"/>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo: Who in the Sunshine&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom: &lt;/b&gt;The Mortal Instruments [&lt;i&gt;Shadowhunters&lt;/i&gt; nell'edizione italiana]&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating: &lt;/b&gt;PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 520 (GoogleDocs)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; "Uh-uh," ripete Isabelle, ipnotizzata da una pubblicità contenente un corpo muscoloso decisamente in forma. L'immagine cambia e mostra una vecchietta rugosa agitante un bastone in stile saggio eremita dei deserti. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Scritta per la prima fase del "Dolcetto o Scherzetto Fest" di fanfic_italia. Il titolo è tratto da una canzone di Leonard Cohen.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Who in the Sunshine&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Essere un vampiro fa schifo," dice Simon. Ha i piedi appoggiati sul bracciolo sinistro del divano e la testa su quello destro; tiene le braccia incrociate sul petto, e ha una copertina che lo copre da metà busto alle ginocchia. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La luce del sole del tramonto lo colpisce trasversalmente. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Uh-uh," risponde con distrazione Isabelle, occupata a cambiare con velocità spaventevole i canali sulla televisione via cavo. Una replica di American Idol fa spazio a Friends che dà largo a uno spot pubblicitario sulla carta igienica. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Voglio dire," continua imperterrito Simon, che alza una mano per fare un qualche gesto esplicativo, "in principio mi sveglio un po' nebbiosamente nel mezzo di un cimitero e circondato da gente disposta a un raggio di quattro metri da me. Gente che, tengo molto a precisare, non ha mai mostrato grande espressione di amicizia ed empatia nei miei confronti."&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Uh-uh," ripete Isabelle, ipnotizzata da una pubblicità contenente un corpo muscoloso decisamente in forma. L'immagine cambia e mostra una vecchietta rugosa agitante un bastone in stile saggio eremita dei deserti. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Isabelle clicca di nuovo sul telecomando e finisce sul telegiornale della sera. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Poi, superata la spiacevole sorpresa di ritrovarsi non-morto e vampirizzato, la faccenda prende un'altra piega e mi ritrovo neanche un vero vampiro. Non è possibile che tutte le sfortune capitino proprio a me, insomma," si infervorisce un po' con un borbottio e un pugno assestato alla porzione di divano su cui non è steso. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Isabelle gli lancia uno sguardo distratto e torna a cercare un canale che dia di nuovo quella interessante pubblicità di prima.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Uh-uh," dice.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Esattamente," le sorride Simon, grato di avere finalmente un orecchio comprensivo ad ascoltarlo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Mmm," dice Isabelle, avendo appena trovato nuovamente quel fisico da urlo avvolto da un singolo, minuscolo asciugamano. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Be'," dice pensieroso Simon, "non posso proprio dire, però, di essere il più sfortunato di tutti. Voglio dire. Guarda solo quello che ha dovuto sopportare in questi giorni Clary," ed emette un sospiro profondo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Cosa?"&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Isabelle si volta bruscamente a fissare Simon con occhi indagatori, corpo da urlo pubblicitario ormai dimenticato. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"&lt;i&gt;Cosa&lt;/i&gt; cosa?" chiede interrogativo Simon. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"&lt;i&gt;Clary &lt;/i&gt;cosa?"&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Clary è dovuta passare attraverso un sacco di guai," afferma convinto Simon, uno sguardo un po' nostalgico stampato in faccia. "E dire che solo un mese fa mi prendeva in giro perché mi facevo le maratone di &lt;i&gt;Dungeons and Dragons&lt;/i&gt;..."&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Isabelle assottiglia gli occhi, spegnendo con un forte click la televisione. Poi, facendogli cenno alla porta, si alza e si rimette gli stivali lasciati a terra sotto il tavolino. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Andiamo," dice, afferrando con una mano la giacca di pelle e prendendo lo stilo, le chiavi e il cellulare dal groviglio sopra il tavolino. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un po' confuso e chiaramente sorpreso, Simon segue le sue indicazioni e mette da parte la coperta, tirandosi a sedere e infilandosi le infradito con un po' di goffaggine. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Dove stiamo andando?" chiede, grattandosi distrattamente la pelle bianca in evidenza tra l'orlo della maglietta e i jeans chiari. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"A mangiare fuori," risponde Isabelle, prendendolo per mano e guidandolo fuori dall'appartamento. Spegne le luci e si chiude la porta di casa dietro di sé. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Uh," dice Simon.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:9061</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/9061.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=9061"/>
    <title>Dream in the Doorway [Harry Potter]</title>
    <published>2009-10-05T18:19:00Z</published>
    <updated>2009-10-05T18:23:47Z</updated>
    <category term="community: criticoni"/>
    <category term="challenge: criticombola"/>
    <category term="fandom: harry potter"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo: Dream in the Doorway&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Harry Potter&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole: &lt;/strong&gt;600 (MS Word)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto: &lt;/strong&gt;Con un passo oltre l&amp;rsquo;uscio, si porta una mano alla fronte, come unica difesa visibile contro l&amp;rsquo;uragano che si avvicina.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia &amp;egrave; scritta secondo il prompt 061. della Criticombola di Criticoni. Nel testo vi &amp;egrave; una citazione dal dizionario DeMauro Paravia; il titolo &amp;egrave; tratto dalla canzone &amp;ldquo;&lt;em&gt;Not your concern&lt;/em&gt;&amp;rdquo; (The Hush Sound).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non detengo alcun diritto d&amp;rsquo;autore su Harry Potter, n&amp;eacute; pretendo di utilizzarne i personaggi a scopo di lucro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Dream in the Doorway&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix si sente soffocare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un occhio circospetto sulla porta chiusa e un altro divertito su sua sorella Narcissa, solleva con grazia il calice di vino che le viene dato e lo porta alla bocca senza bere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo tiene premuto con delicatezza al labbro inferiore per un paio di secondi, osservando guardinga Narcissa da sopra il bordo del calice, e per un attimo le sembra di essere tornata alla propria giovent&amp;ugrave; sfruttata malamente, ricca di pensieri turbolenti e di respiri che esitavano a venire e di incertezze inasprite dal proprio senso di inquietudine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;Ecco un episodio dell&amp;rsquo;infanzia di Bellatrix:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una coppia di fragili bambole gemelle viene divisa tra Bellatrix e Andromeda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose accadono in questo modo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno Druella guarda le proprie figlie con spirito abbastanza critico da notarne la profonda rassomiglianza comune. Stupita, un po&amp;rsquo; perplessa e vagamente inquieta, accosta il marito e gli riporta l&amp;rsquo;osservazione appena fatta. Le parole che si scambiano sono le prime della settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Bellatrix e Andromeda. Hai notato? Si assomigliano molto.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Davvero?&amp;rdquo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Davvero.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Non me n&amp;rsquo;ero accorto.&amp;rdquo;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix inala quietamente e cerca di chiudere la propria mente se non i propri occhi: un&amp;rsquo;infanzia trascorsa con la propria famiglia le ha insegnato a non abbassare la guardia in fronte a nessuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narcissa la sta ancora osservando con un sorriso in volto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha vissuto quattordici anni con i soli Dissennatori a cui parlare: non sar&amp;agrave; un lieve sorriso di sua sorella minore a farla fremere di timore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;Ecco come accadono realmente le cose:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno Druella guarda le proprie figlie con spirito abbastanza critico da notarne la profonda rassomiglianza comune. Stupita, un po&amp;rsquo; perplessa e vagamente inquieta, cerca con lo sguardo il marito e lo trova assente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensierosa, chiama a s&amp;eacute; un elfo domestico e gli ordina con un vago cenno della mano di torturarsi con il muro, della corda, e un paio di forbici. &amp;Egrave; sempre riuscita a riflettere meglio con dei singhiozzi di dolore come sottofondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, prende una piuma e della pergamena per lettere e invia una peculiare richiesta a un&amp;rsquo;artista sua conoscente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix pensa: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freddo. Vento. Soffocare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;&lt;br /&gt;ar|t&amp;igrave;|sta (s.m. e f.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 chi esercita professionalmente un&amp;rsquo;arte o vi si dedica abitualmente, spec. eccellendo | in comparazioni, per indicare chi ha un fine senso artistico, particolare gusto e sensibilit&amp;agrave; | chi eccelle nella propria attivit&amp;agrave;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 chi lavora nel mondo dello spettacolo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 &lt;span style="font-size: smaller;"&gt;obsoleto&lt;/span&gt; artigiano&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso anno, Bellatrix perde un padre, uno zio; un cugino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regulus &amp;egrave; quello che le rimane pi&amp;ugrave; impresso nella memoria a brandelli: urlo (due), singhiozzo (quattro), ansito (tre). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini le scivolano dalla mente come acqua fra le mani. Bellatrix ricorda in grida e preghiere; in suppliche e pianti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;&lt;br /&gt;Le cose continuano cos&amp;igrave;: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strega che le si avvicina ha delle unghie laccate di rosso. Bellatrix non ha ancora imparato la fine arte del lacerare le immagini e lasciare al loro posto un buco fatto di voci e di non-voci, e l&amp;rsquo;impressione che le resta di questa donna &amp;egrave; di sangue e carne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix non resiste alle due dita che le puntellano il volto in su; si lascia scrutare per il tempo necessario a formulare quattro pensieri (due immagini; cinque parole associate).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix pensa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;Andromeda &amp;egrave; uno spicchio di luce rubato al sole, a met&amp;agrave; fra la penombra e la non-penombra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix pensa: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Labbra dipinte di sangue: pesche; acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gonna di Druella, nascosta alla vista ma presente nella memoria: inchiostro; fantasma; chi?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix si sente soffocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un passo oltre l&amp;rsquo;uscio, si porta una mano alla fronte, come unica difesa visibile contro l&amp;rsquo;uragano che si avvicina.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:8482</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/8482.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=8482"/>
    <title>When the evening is spread out against the sky [Death Note]</title>
    <published>2009-10-05T12:17:08Z</published>
    <updated>2009-10-05T12:17:57Z</updated>
    <category term="fandom: death note"/>
    <category term="challenge: rainbow challenge"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; When the evening is spread out against the sky&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Doctor Who&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio parole:&lt;/strong&gt; 265&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; Il Dottore offre del t&amp;egrave; a Rose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo &amp;egrave; -- come sempre -- preso in prestito da T. S. Eliot. Il Dottore e Rose non mi appartengono, cos&amp;igrave; come non mi appartiene alcun copyright relativo a t&amp;egrave; vari di dubbia provenienza e ancor pi&amp;ugrave; dubbia infusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Dottore inarca un sopracciglio sinistro particolarmente espressivo. &amp;quot;T&amp;egrave;, Rose?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rose inarca il sopracciglio destro e fa una smorfia. &amp;quot;Bleah,&amp;quot; dice, dopo aver riluttantemente annusato il contenuto del thermos dato loro da Jackie. &amp;quot;Pare che mia mamma si stia di nuovo cimentando con t&amp;egrave; particolari.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dottore inarca anche l'altro sopracciglio. &amp;quot;Non riterrei il t&amp;egrave; verde un t&amp;egrave; particolarmente inusuale,&amp;quot; fa notare, tirando fuori una tazza in ceramica e un bicchiere in plastica da sotto i pannelli principali del Tardis. Ne osserva criticamente l'interno -- appaiono relativamente puliti -- e li riempie di t&amp;egrave; ancora bollente. &amp;quot;Occhio che scotta,&amp;quot; avverte, e ne inala profondamente l'odore con espressione beatifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rose inarca l'altro suo sopracciglio. &amp;quot;Ho passato molti dei miei anni a sorbire gli esperimenti con t&amp;egrave; esotici di mia madre,&amp;quot; afferma, rifiutandosi di prendere in mano la tazza che le porge il Dottore. &amp;quot;Non ritengo di doverne sopportare altri.&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dottore ridacchia e ne sorseggia un poco. Poi sputa tossendo sul pavimento. &amp;quot;Che intruglio &amp;egrave; mai questo?&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rose inclina la testa di lato e sorride malignamente. &amp;quot;Ho idea che preferiresti non saperlo,&amp;quot; dice, prendendo in mano con disinvoltura il thermos giallo e nascondendolo prudentemente nello spazio sotto i pannelli lasciato libero dalla tazza e dal bicchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dottore si riprende, e annuisce, avviandosi verso l'interno del Tardis alla ricerca di un panno per pulire, assumendo una espressione in uguali parti contrariata -- stava gi&amp;agrave; pregustando del buon t&amp;egrave; caldo -- e confusa -- non pensava fosse possibile rovinare del normale t&amp;egrave; verde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rose sospira; prende la tazza e il bicchiere e segue il Dottore in cucina.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:8355</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/8355.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=8355"/>
    <title>[Criticombola] Cartella</title>
    <published>2009-10-05T12:12:27Z</published>
    <updated>2010-02-15T17:45:06Z</updated>
    <category term="community: criticoni"/>
    <category term="challenge: criticombola"/>
    <category term="!tabella"/>
    <content type="html">&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://i578.photobucket.com/albums/ss228/confidentina/0009dxtx.png" border="0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;61. &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/9061.html"&gt;Dream in the Doorway&lt;/a&gt;, Harry Potter</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:8096</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/8096.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=8096"/>
    <title>That lift and drop a question on your plate [Death Note]</title>
    <published>2009-07-08T21:15:14Z</published>
    <updated>2009-07-08T21:15:14Z</updated>
    <category term="fandom: death note"/>
    <category term="challenge: rainbow challenge"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; That lift and drop a question on your plate&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Death Note&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 423&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; Light e Ryuuzaki, e alcune riflessioni sulla frutta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light e Ryuuzaki non mi appartengono, così come non mi appartiene alcun copyright sulla serie interessata; il titolo è -- come appare essere mia consuetudine -- rubato a una poesia di T. S. Eliot. L'unica cosa che posso orgogliosamente dichiarare come mia-mia-mia è la scatola di manghi che sono in trepida attesa di essere mangiati da me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un mango giallo," dice impassibilmente Ryuuzaki, "è per sempre."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light inarca un fine, fine sopracciglio, terminando di digitare sul computer la stringa di numeri della password necessaria ad accedere alle funzioni generali del network interno del quartier generale; voltando la sedia a rotelle di quaranta gradi, lo osserva di sottecchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryuuzaki sta sbucciando da solo un grosso mango pakistano, macchiandosi le dita e la tastiera di succo appiccicoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cosa intendi?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light lo chiede in tono volutamente divertito e volutamente curioso, parzialmente perché sono i sentimenti che più si addicono alla situazione e particolarmente perché sono i sentimenti che vuole proiettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Light-kun," spiega con solennità Ryuuzaki, "deve arrivare a capire alcune cose da solo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light finge di essere sorpreso da una tale risposta criptica. Pondera per qualche istante, e poi dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'unica cosa che ritengo di poter capire," giocherellando con una penna biro e facendola volteggiare fra le sue dita, "è che i manghi riescono a farti impugnare i coltelli in modo normale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ah."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ah?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryuuzaki sorride lievemente. "Non trovi, forse, che sbucciare da sé un frutto sia tendenzialmente più appagante che averlo già in fette pronte da mangiare?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light inarca, questa volta, l'altro sopracciglio. "Io potrei anche pensarla così," ammette, "ma con sincerità, non posso non affermare di ritenere tale affermazione alquanto divertente, essenzialmente poiché proveniente da &lt;i&gt;te&lt;/i&gt;," calcando la voce sul &lt;i&gt;te&lt;/i&gt; finale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryuuzaki si blocca nell'atto di portare alla bocca una fetta perfettamente pentagonale. Il piatto di porcellana è equamente devastato da pezzi di buccia impilati uno sopra l'altro e riempito di pezzettini e pezzettoni di frutto elegantemente intagliati in forme geometriche regolari; Ryuuzaki abbassa lentamente il coltello infilzato sulla fetta di mango, e si gira a fissare in volto Light. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non comprendo il significato delle tue parole, Light-kun," dice, senza tradire alcuna emozione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Light dà una scrollatina di spalle, virando di quaranta gradi verso lo schermo del computer su cui sta lavorando. "Ryuuzaki," spiega Light con solennità e un pizzico di presa in giro, "deve arrivare a capire alcune cose da solo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryuuzaki lo guarda per un altro paio di secondi, senza sbattere le ciglia; poi, come se niente fosse, torna a mandar giù con gusto le sue fette di mango maturo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:7690</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/7690.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=7690"/>
    <title>Before the taking of a toast and tea [Death Note]</title>
    <published>2009-07-07T22:32:25Z</published>
    <updated>2009-07-07T22:32:25Z</updated>
    <category term="fandom: death note"/>
    <category term="challenge: rainbow challenge"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Before the taking of a toast and tea&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Death Note&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 100&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; Alcune riflessioni di Beyond Birthday.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday non mi appartiene; non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright. Il titolo è preso da una poesia di T. S. Eliot. Questa storia partecipa al Rainbow Challenge di Fanworld.it. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle cose alle quali Beyond Birthday non riuscirà mai ad adattarsi del tutto, riflette seccato un assolato pomeriggio d'estate, è l'esposizione di confetture dietro la vetrina dell'armadietto all'angolo della cucina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O piuttosto: la &lt;i&gt;mancanza&lt;/i&gt; di una accurata selezione di confetture da esporre dietro la vetrina dell'armadietto all'angolo destro della cucina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inscurendo il suo broncio di qualche sfumatura di nero, Beyond Birthday tira un'occhiata storta al barattolo arancione di marmellata, apprestandosi ad accontentarsi delle semplici arance in mancanza di fragole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cattiveria del personale d'orfanotrofio è chiaramente peculiarità attribuibile a qualunque istituzione per bambini abbandonati, geniali o meno che siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:6550</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/6550.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=6550"/>
    <title>[Rainbow Challenge] Schedina</title>
    <published>2009-06-28T21:43:25Z</published>
    <updated>2009-10-23T19:32:27Z</updated>
    <category term="!schedina"/>
    <category term="challenge: rainbow challenge"/>
    <content type="html">&lt;center&gt;&lt;img src="http://i578.photobucket.com/albums/ss228/confidentina/set4.gif"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01. Rosso - &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/6189.html"&gt;To Paint This Town Cherry Red&lt;/a&gt;, Death Note, Beyond Birthday&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;02. Arancione - &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/7690.html"&gt;Before the taking of toast and tea&lt;/a&gt;, Death Note, Beyond Birthday&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;03. Giallo - &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/8096.html"&gt;That lift and drop a question on your plate&lt;/a&gt;, Death Note, L, Light&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;04. Verde - &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/8482.html"&gt;When the evening in spread out against the sky&lt;/a&gt;, Doctor Who, Il Dottore, Rose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:6189</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/6189.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=6189"/>
    <title>To Paint This Town Cherry Red [Death Note]</title>
    <published>2009-06-28T12:25:58Z</published>
    <updated>2009-07-07T22:34:15Z</updated>
    <category term="fandom: death note"/>
    <category term="community: diecisudieci"/>
    <category term="challenge: rainbow challenge"/>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo: &lt;/strong&gt;To Paint This Town Cherry Red&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom: &lt;/strong&gt;Death Note&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating: &lt;/strong&gt;PG&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conteggio Parole: &lt;/strong&gt;549&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riassunto: &lt;/strong&gt;Il grosso del lavoro &amp;egrave; fatto: Beyond Birthday ha sempre avuto una mano speciale con i colori, dopo tutto, e l&amp;#39;ispirazione non gli &amp;egrave; mai mancata... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday non mi appartiene; non scrivo a scopo di lucro e non intendo violare alcun copyright.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia partecipa al Rainbow Challenge di Fanworld.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;To paint this town cherry red&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday inspira ed inspira ancora, inalando fumi più che probabilmente cancerogeni -- vista la loro consistenza e concentrazione, le statistiche si aggirano intorno al novantaquattro per cento di probabilità -- e riportando la propria attenzione alla tela a cui sta dando gli ultimi tocchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grosso del lavoro è fatto: Beyond Birthday ha sempre avuto una mano speciale con i colori, dopo tutto, e l'ispirazione non gli è mai mancata; non per un ritratto, tratteggiato e dipinto e portato alla luce grazie alla semplice -- se la sua si è mai potuta definire semplice -- memoria, e non per un piano, uno schema, una mappa attraverso la quale raggiungere il suo obiettivo finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday non si è mai non definito capace di mille cose e dotato di mille risorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Non dotato, non precisamente. Si può dire piuttosto che Beyond Birthday abbia una certa capacità acquisita di prendere possesso di ciò di cui ha bisogno.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday studia criticamente il ritratto che sta per completare. Il titolo -- che ha già deciso arbitrariamente, e che gli provoca una fitta di risatine sull'orlo dell'isterismo, e che è 'Natura morta' -- è fedele al soggetto originale. Beyond Birthday non ha barato, e non si è affidato allo specchio, ma piuttosto ai ricordi nitidi e precisi che si annidano nella sua memoria. Beyond Birthday è leale, si potrebbe dire; leale fino all'estremo, e non si dica mai che non lo sia. Beyond Birthday sceglie ciò a cui essere leale, e una volta scelto, lo sarà per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday morirà di attacco cardiaco in una cella nel mezzo di Nessundove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday sembra essere giunto a una decisione. Lascia cadere a terra il pennello, incurante dello sporco aggiunto che regala al pavimento incrostato di vernice, e affonda la mano nel secchio grosso di melma rossa e velenosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ripiega portando il mento ad essere quasi appoggiato sulle ginocchia. Inclina la testa di lato -- assomiglia più che mai a una bambola rotta -- e dopo un turno a mezzo cerchio del polso, tira fuori il braccio dal concentrato di colore. Appare pensieroso: volta la mano e ora è a palmo in su, e la avvicina al naso per annusarne l'odore. Il rosso della vernice copre ora buona parte dell'avambraccio, arrivando a colare quasi fino al gomito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday alza lo sguardo e torna faccia a faccia con la tela che ha amorosamente portato a termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday focalizza la propria concentrazione nel distendere al massimo le dita -- i tessuti, i legamenti, ogni singola superficie; Beyond Birthday pensa di poterne vedere anche le vene, confuse e indistinte nel mare di sangue sotto la pelle e di vernice sopra la pelle, ma non ne è sicuro -- e, dopo un attimo di non-esitazione, le congiunge con la tela con uno schioppo vischioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday sorride un ghigno feroce: la figura di L non è più nitida come prima, ma è coperta di rosso, e le lettere e i numeri che era riuscito a far sembrar fluttuare sopra e intorno alla sua testa si confondono con la vernice densa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beyond Birthday non è mai stato nient'altro che preciso, nei suoi intenti, e calcolare con esattezza i nuovi numeri di L Lawliet gli riesce sempre facile come intingere le dita nella marmellata di fragole.&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:6069</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/6069.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=6069"/>
    <title>Break the Sky [Originale]</title>
    <published>2009-04-29T21:07:21Z</published>
    <updated>2009-06-29T21:08:10Z</updated>
    <category term="community: criticoni"/>
    <category term="fandom: originale"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Break the Sky&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Originale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; VM14&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1898&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; Una frazione di secondo dopo, Etiam è capovolto, finalmente non sottosopra, e orgoglioso di se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accenni a relazioni male/male, male/female, female/female, male/male/female. Tutto molto casto. Si parla di ombrelli, dopo tutto. (N. è un amore, come al solito.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per la V disfida di &lt;a href="http://www.criticoni.net" rel="nofollow"&gt;Criticoni&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Break the Sky&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 – Gli obblighi a cui deve adempiere un ombrello: cosa fanno gli ombrelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna trema tutta, vibrando gelata sotto la pioggia scrosciante. I suoi lembi sono stropicciati dai goccioloni enormi che la colpiscono ripetutamente, e le sue ossa di ferro sbatacchiano l'una contro l'altra rischiando di staccarsi dal tessuto che fornisce loro supporto.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna starnutisce, incapace di difendersi dall'acqua che le piove addosso e sperando con angoscia di poter tornare sotto un tetto che la ripari; la bambina che la sta tenendo per il manico - e meno malamente di molti adulti che hanno il vizio di stringerla troppo forte, dandole decisamente fastidio - è impegnata a tirarsi meglio sulle spalle la cartella rosa e rossa, rischiando di lasciar cadere a terra Florentyna.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna trema tutta, odiando l'idea di affondare nel fango che copre tutto l'asfalto della strada in fronte alla scuola della bambina, e odiando, per un piccolo istante, il fatto che, per gli umani, lei non sia altro che un oggetto da comprare, da usare, e da gettar via una volta inutilizzabile. Poi si riprende, e si rimprovera per aver desiderato l'impossibile.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non possiamo certamente andar a raccontare agli umani che ci siamo anche noi, in giro," sente dire con un borbottio da sopra di sé, e per un attimo si stupisce e strabuzza la propria punta, il principio di ciò che tiene insieme lembi e ossa di ferro e meccanismi di apertura e chiusura; accennando lo sguardo verso l'alto, fingendo di starsi piegando a causa di una improvvisa raffica di vento, si guarda bene intorno e sopra di sé, e scopre quindi l'arrivo di Istuda.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna spalanca gli occhi e trattiene il respiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istuda la osserva divertita dall'alto della sua posizione; gli schizzi d'acqua - che stanno aumentando inaspettatamente di volume e di numero - non sembrano toccarla, ma le scivolano addosso con delicatezza e precisione, trattenendosi dal rovinarla. Istuda sorride. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"D'altra parte," continua Istuda, scegliendo di ignorare l'ipotetica bocca aperta in confusione di Florentyna, "gli umani &lt;i&gt;sanno&lt;/i&gt; che esistiamo anche noi. Solo, non sanno che viviamo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna richiude la sua ipotetica bocca spalancata poco dignitosamente. Un rossore profondo le colora i lembi che sono faccia a faccia con Istuda. La passione che prova da sempre per l'elegante Istuda è oggetto di scherno e presa in giro di molte delle sue amiche, con cui condivide casa; il portaombrelli in cui vengono sistemate è una nuova aggiunta al pianerottolo della famiglia presso cui vivono. È verde muschio e circolare e di forma talmente tozza che Florentyna a volte si chiede chi di preciso abbia scelto di piazzarlo con orgoglio di fronte alla porta di casa della propria famiglia, ma più spesso che no, i suoi pensieri tornano con insistenza a Istuda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istuda che, mentre Florentyna cercava freneticamente parole sagaci con cui risponderle, si era già voltata a salutare con calore l'ombrellina del terzo piano nel palazzo in cui vivevano, tutta smancerie e occhiatine seducenti e colori sgargianti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna sospira affranta, sentendosi ritornare di un colorito normale; la bambina che la sta tenendo la scuote un po' a destra e un po' a sinistra, scrollandole di dosso la pioggia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Florentyna non può che esserne grata; con determinazione, stringe i suoi ipotetici denti e si fa trasportare in giro con la massima dignità che può sperare di ottenere in una giornata uggiosamente piovosa.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 – Una finestra su una faccenda di grande conto: come gli ombrelli maturano &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etiam si concentra, tenendosi in equilibrio - ottenuto con il massimo impegno - in mezzo a un'area libera da impedimenti di alcun genere. Inspira profondamente, espira: chiude gli occhi - questo lo aiuta a superare le difficoltà prodotte da un certo senso di stordimento provocato dalla crescita e dal conseguimento della maturità, a cui viene indubbiamente associato il senso di malessere dello stare a testa in giù - e sente gli altri tendersi, alcuni per venire in suo aiuto qualora il suo tentativo fallisca, e altri per il semplice gusto di osservare Etiam e forse sperare di fare da testimoni a una qualche scena imbarazzante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etiam tende i lembi di dietro, preparandosi a darsi una spinta efficace abbastanza da rendergli possibile la resa di un semiarco in aria, atterrando così con i piedi-manico a terra e la testa-punta per aria; nonostante abbia gli occhi chiusi, riesce a immaginare il cerchio di ombrelli che lo circondano, con la loro corolla di tessuto impermeabile appena un po' schiusa, usata come sostegno e appoggio al posto del manico, molto più difficile da gestire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etiam si dà una spinta - quella corretta, quella con la forza e l'inclinazione e la gradazione giusta - e spera per il meglio. Sente il respiro trattenuto degli ombrelli più vicini, e non pensa di starlo immaginando: ha già assistito lui stesso - anche se mai dalla prima fila - a molte scene simili, alcune terminate con gioia, ma altre in umiliazione. Etiam spera ferventemente di non finire nella seconda categoria, e non tanto per lo scherno degli astanti - scherno che non è mai, in ogni caso, portato all'estremo - ma per il dispiacere che leggerebbe in volto ad Autem. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una frazione di secondo dopo, Etiam è capovolto, finalmente non sottosopra, e orgoglioso di se stesso. Gonfiando la propria corolla impermeabile dalla contentezza, si dà un po' più di equilibrio, cercando con trepidazione Autem nelle due dozzine o giù di lì di ombrelli che facevano da spettatori alla faccenda: la trova, un po' nascosta dietro due grossi ombrelloni grandi quanto quelli da spiaggia, e, mordendosi un labbro immaginario, le fa nervosamente cenno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autem arrossisce e saluta di rimando, sorridendo un sorriso timido e inclinandosi un pochino di lato, mostrando qualche lembo in più di tessuto rosso-porpora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, pensa soddisfattissimo Etiam, cercando con difficoltà di fare attenzione a qualcos'altro che Autem, è decisamente un particolarissimo ottimo giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 – L’incertezza sul da farsi: cosa gli ombrelli non sanno fare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egeo e Patior non sanno cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egeo e Patior si sono &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; fatti un vanto di sapere - contro ogni logica, umana o ombrella che sia - cosa fare. E ciò non è un vanto senza alcun fondamento: è quasi faccenda certa e nota, in certe comunità che bazzicano e che hanno infestato per un qualche breve periodo di tempo. Egeo e Patior sanno sempre cosa fare, così come un giorno senza pioggia è un giorno di riposo, e così come una settimana di acquazzoni è seguita da una settimana di dolori ovunque. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egeo e Patior non sanno cosa fare, e possono ammetterlo, e ciò li spaventa oltremodo: quest'ansia che li pervade - l'impossibilità di dire &lt;i&gt;ce l'ho sulla punta della lingua, aspetta due secondi che avrò le parole giuste da dirti!&lt;/i&gt;, l'incertezza di potersi muovere e anche solo respirare, per non disequilibrare ancora di più la tensione del loro porta-ombrelli - non è cosa buona. Aggiungendo che l'ombrello di cui si dovrebbero occupare è Praeclare, l'ansia si quintuplica e verge sul terrore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egeo e Patior condividono da sempre un porta-ombrelli rosso e giallo di forma squadrata e spessa. Egeo e Patior condividono una relazione pienamente compresa da pochi: non è un problema, essere capiti non è loro affare. Ciò che riesce loro bene è sapere cosa fare in momenti di agitazione; sapere quali battute usare, di cosa ridere, che scherzi suggerire; sapere affrontare situazioni difficili. Sapere quali parole usare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che ora Egeo e Patior non sanno quali parole usare con Praeclare. Il loro stesso rapporto preferenziale con la giovane ombrella impedisce loro di analizzare con cura il da farsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Praeclare è venuta a sapere di Praetereo. Praetereo è venuto a mancare. Praeclare è sempre stata vicina a Praetereo. Praeclare è - era - sorella di Praetereo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni altro caso - in qualsiasi altro caso - e per ogni altro ombrello - per qualsiasi altro ombrello - Egeo e Patior saprebbero al volo come sistemare la faccenda delicata. Per dire la verità, Egeo e Patior sono &lt;i&gt;abituati&lt;/i&gt; ad avere a che fare con situazioni del genere: gli ombrelli non hanno vita facile, nonostante i loro colori spesso vivaci e allegri, e gli umani non provano un minimo di riconoscenza nei loro confronti, e più spesso di quanto non si creda li rompono e li distruggono e li spezzano e li buttano senza alcun rimorso. Egeo e Patior hanno sempre saputo come confortare coloro che avevano perso un proprio caro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza - enorme, talmente vasta che rassomiglia con intensità prettamente immaginaria il buco nero attorno il quale si sviluppano le scale del nuovo palazzo del fidanzato di Praetereo - è che Praeclare è &lt;i&gt;loro&lt;/i&gt;, in modi e maniere talmente profonde che non si sentono in grado di azzardare e dire cose che direbbero a qualunque altro ombrello. Praeclare li ama come loro amano Praeclare; come loro amano un'ombrella vispa e genuina e incurante del linguaggio segreto che condividono Egeo e Patior da sempre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egeo e Patior non sanno cosa fare. Egeo appoggia la propria punta-testa sulla spalla di Patior, standogli vicino e osservando con disperazione la figura rannicchiata e accartocciata di Praeclare, resa ancora più triste dalla non-presenza di lacrime e sussulti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte - e Egeo e Patior lo stanno realizzando solo ora - non c'è niente che possano fare o dire.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 – Essere mesti in una casa senza finestre: come gli ombrelli reagiscono &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che lo tormenta non è tanto la mancanza di spazio, e non è neppure l'aria spesso stantia del pianerottolo del palazzo in cui vive; la mancanza di spazio in cui muoversi è cosa ragionevole, essendo la maggior parte dei porta-ombrelli privi di alcuna comodità, e il mancato ricambio d'aria è comprensibile, data la mancanza di finestre che danno sulle rampe di scale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che lo infastidisce, e che non sopporta, e che è cosa particolarmente singolare, è la non-presenza - per non dire mancanza - di altri ombrelli maschi in questo dannatissimo Condominio Margherita. Illico non pretende tanto la compagnia cameratesca di un altro ombrello del suo stesso orientamento sessuale - Illico sa, e non si illude, e capisce di essere una rarità - ma normalmente non vi è una disparità così evidente fra ombrelle e ombrelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Illico nota ciò, e non è compiaciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Slembeggiando di davanti e di lato - dannazione a tutte queste ridacchianti ombrelline, tutte fru-fru e impaccianti - Illico riesce a spostarsi, dall'angolo più vicino al portone di casa a quello più lontano, e osserva mestamente il buio che copre lo spazio attorno a cui si sviluppano le scale di pietra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Illico nota cose, e non ne è compiaciuto; Illico è solo, e non ne è compiaciuto. L'amarezza rischia di travolgerlo, e una lacrimuccia o due minacciano di luccicargli particolarmente la punta da cui si sviluppa la sua sembianza di tessuto e di ferro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Illico nota cose, e non ne è compiaciuto; prima, però, prima del Condominio Margherita, Illico notava cose, e ne era compiaciuto: perché le cose che notava erano sciocche, ed erano condivise con Praetereo, e semplicemente quello bastava per rendere tutto migliore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Illico nota cose, e non ne è compiaciuto. Non sa se sia perché Praetereo non è più lì accanto a lui, o perché le cose che nota non valgono più le forze per renderle più belle. Illico non sa, e si tormenta, e il buio delle scale - anche la rampa appena sotto a quella in cui abita lui - sembra annegare la forma decisa e levigata degli scalini in pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:5746</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/5746.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=5746"/>
    <title>The Trail Of Crumbs You Left [Originale]</title>
    <published>2009-02-15T21:23:10Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:39:16Z</updated>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: originale"/>
    <category term="challenge: chocolate trilogy fest"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; The Trail Of Crumbs You Left&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Originale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 432&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; “Gertrude non risponde; si limita ad accovacciarsi ancora di più contro il muro, desiderando ardentemente di poter sparire completamente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi sono miei e non mi vergogno affatto a rivendicarne il possesso. Guai a chi li tocca, ho le unghie affilate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per il terzo giorno del &lt;a href="http://community.livejournal.com/fanfic_italia/188881.html"&gt;Chocolate Trilogy Fest&lt;/a&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, secondo il prompt &lt;i&gt;perduto&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Gertrude piange silenziosamente, accucciata nell'angolo più buio dello scaffale su cui si ritrova, più per caso che per intenzione. I singhiozzi fragorosi di ore prima si sono attenuati; il dolore che Gertrude prova - fin nel profondo del suo ripieno alla nocciola - quello no, non ancora, e non sa se sparirà mai del tutto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agnese, nel frattempo, è passata dall'osservarla in modo accusatorio al dispiacersi per lei; si è offerta di darle conforto e di tenerla per un po' di tempo al proprio interno - sfrattando temporaneamente i suoi piccoli, ancora bianchi e granellati al cocco - ma Gertrude ha rifiutato, così come rifiuterebbe se Agnese insistesse di nuovo con tutta la determinazione di cui sa essere capace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sapevi che sarebbe accaduto, prima o poi," fa notare improvvisamente Perpetua, saltata giù dallo scaffale superiore. A volte Gertrude vorrebbe che Perpetua si spaccasse a causa di uno dei salti arditi per cui è ormai famosa; a volte &lt;i&gt;Agnese&lt;/i&gt; vorrebbe che Perpetua si spiaccicasse su uno degli scaffali adibiti ai cioccolatini. Perpetua non è cattiva, in fin dei conti: è semplicemente insensibile e incapace di relazionarsi correttamente con il prossimo, cioccolatino o caramella che sia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gertrude non risponde; si limita ad accovacciarsi ancora di più contro il muro, desiderando ardentemente di poter sparire completamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agnese rifila a Perpetua uno sguardo penetrante. "Perpetua cara," le dice, con tutta la melassa che riesce a comprimere in poche parole, "che ne dici di andare a fare un giro di là, che devo raccontarti questa cosa, ma questa cosa, sai, su Renzo e quel Griso --" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perpetua non è cattiva, ma è abbastanza superficiale; o almeno, appare abbastanza superficiale da poter essere distratta con la promessa implicita di succosi pettegolezzi alle spalle altrui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agnese, contrita, volta le spalle a Gertrude: è vero che Gertrude se lo sarebbe dovuto aspettare, ma Agnese si rende anche conto del fatto che, se proprio fosse dovuto accadere, sarebbe potuto andare in un altro modo; e non per mano di un bamboccio ladrone, incurante dei sentimenti di tutti gli altri cioccolatini - e di tutte le altre cioccolatine. Lucia non sarebbe dovuta andare via in questo modo; Agnese ancora non riesce precisamente ad arrivare a capo di questa orribile vicenda, ma sa che Gertrude - più di qualsiasi altra cioccolatina - ha bisogno di rimanere sola per un po', a piangere a modo suo la perdita della dolce Lucia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perpetua, qualche passo più avanti, comincia a cianciare di come Renzo sia un dongiovanni di prima qualità. Agnese sospira, rammaricandosi con se stessa del fastidioso ruolo che gioca nella vita di tutti gli altri. &lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:5424</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/5424.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=5424"/>
    <title>Floating Flocks Of Candled Swans [Originale]</title>
    <published>2009-02-14T21:38:44Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:38:57Z</updated>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: originale"/>
    <category term="challenge: chocolate trilogy fest"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Floating Flocks Of Candled Swans &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Originale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 440&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; “Lucia sorride, dandole una giocosa angolata nel fianco e accoccolandosi un po' più vicino a Gertrude.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi sono miei e non mi vergogno affatto a rivendicarne il possesso. Guai a chi li tocca, ho le unghie affilate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per il secondo giorno del &lt;a href="http://community.livejournal.com/fanfic_italia/188881.html"&gt;Chocolate Trilogy Fest&lt;/a&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, secondo il prompt &lt;i&gt;candele&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;"Se anche avessi avuto una qualche oncia di rispetto per l'umano del negozio," dichiara Gertrude, aggrottando la carta del proprio involucro in una serie di rughe in parte disincantate e perlopiù irritate, "la sua ultima trovata me l'ha fatta perdere del tutto." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia sorride, dandole una giocosa angolata nel fianco e accoccolandosi un po' più vicino a Gertrude. Gertrude si rilassa, rotolando un paio di millimetri indietro e appoggiandosi completamente alla superficie liscia di Lucia. Le increspature sul suo involucro scintillante si attenuano, e Gertrude continua:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio dire, insomma. Capisco essere intellettualmente incapace di comprendere la natura superiore pressoché innata di noi cioccolatini, ma di lì a contrapporsi fisicamente alla sopravvivenza della nostra specie si pongono mari e oceani e intere pangee," e sbuffa, gonfiandosi sulle estremità laterali, in contrasto con i suoi poli, che presentano da sempre due depressioni di forma circolare e piuttosto piccola. Gertrude si accascia contro la parete, portandosi con sé Lucia, che scivola e rimane con sette ottavi del proprio corpo sul nudo scaffale di legno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ow," esclama, guardandola storto. "Capisco che tu ce l'abbia con l'umano e le sue idee bizzarre, ma questo non significa che tu debba sospingermi verso una delle fonti di tutti i mali." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gertrude, almeno, ha la decenza di apparire contrita. "Scusami, amore," mormora, aiutandola a tirarsi su, "sai che non lo farei mai apposta, vero?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia si lascia maneggiare dai forti riccioli di nastro dorato di Gertrude, che la avvolgono per un angolo e la rimettono in posizione più stabile. Sospira, e ammette, "Lo so, Trudy, lo so. È solo che sono ancora un po' in ansia, sai, dopo tutto le brutte cose che sono successe ai cioccolatini due scaffali più in là."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gertrude sorride timidamente, persa nella contemplazione delle dolci linee dell'involucro di Lucia, e dice, "Ti proteggerò sempre, Lucia, per quanto io possa esserne in grado." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pensa un po' che le umane le trovano perfino romantiche," sbotta con un po' di disagio Lucia, stiracchiandosi per benino e affondando un po' di più nell'abbraccio di Gertrude. Gertrude, sia allarmata che divertita da ciò, commenta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alle umane piace giocare pericolosamente," e aggiunge, "ed io non voglio che tu segua il loro esempio. Mi preoccuperei troppo, se sapessi che hai un debole per le candele." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io dico piuttosto che le umane hanno qualcosa che non va," risponde con un po' di ironia Lucia. "E l'umano di questo negozio farebbe bene a togliere di mezzo tutti i lumini e le candele rosse che ha lasciato in giro accesi, " dice, "perché io, onestamente, sono terrorizzata dal pensiero di cadere un giorno bruciata e sciolta da una di quelle cose." &lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:5254</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/5254.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=5254"/>
    <title>Out Through The Curtain [Originale]</title>
    <published>2009-02-12T23:12:47Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:38:21Z</updated>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: originale"/>
    <category term="challenge: chocolate trilogy fest"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Out Through The Curtain&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Originale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1427 &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; “A volte essere piatte è decisamente frustrante: bisogna fare un sacco di sforzo per ottenere quello che ad altri - come alle cioccolatine rotonde e sfarzose - riesce con il minimo impegno.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi sono miei e non mi vergogno affatto a rivendicarne il possesso. Guai a chi li tocca, ho le unghie affilate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia scritta per il primo giorno del &lt;a href="http://community.livejournal.com/fanfic_italia/188881.html"&gt;Chocolate Trilogy Fest&lt;/a&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, secondo il prompt &lt;i&gt;paura&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;Gertrude si sveglia con il sole in faccia. "Splendido," mugugna, irritata e un pochino stropicciata. "Proprio quello che mi ci voleva. Sciogliermi e sporcarmi tutta fin dal primo mattino." Gertrude si stiracchia, sbattacchiando un pochino gli estremi della carta in cui è avvolta, e ruota di circa centottanta gradi su se stessa, dando le spalle alla finestra dalle cortine mortificantemente aperte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lucia," chiama, battendo insistentemente a terra il lembo destro del ricciolo che le hanno pinzato addosso a forza. "Lucia!" E Lucia non risponde, ovviamente. Gertrude si incupisce - sente già le prime gocce di cioccolato colare sulla sua schiena sinuosa - e, prendendo la spinta dal proprio fondoschiena, balza in avanti con un salto efficace, dando una botta decisamente violenta alla barrettina di cioccolato nascosta nell'angolino al buio dello scaffale su cui sono riposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ehi," protesta fiebilmente Lucia, sfregandosi il retro con la carta economica in cui è avviluppata. "Non c'è bisogno di essere violente, Trudy," dice, usando il nomignolo che Gertrude detesta più di tutti gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Trudy è una marca di stupidi orsetti," dice sempre Gertrude, atteggiandosi da offesa. "Io non sono una Trudy, proprio no." Gertrude ha sempre l'aspetto di un cioccolatino appena gettato in una boccia di altri cioccolatini, senza spazio per muoversi o anche solo per smussare le pieghe che vengono inevitabilmente a formarsi nell'arco di un intero giorno. In questi momenti lo sembra anche più del solito. "Vi sembra ch'io abbia l'aspetto di una Trudy?" continua sempre, guardandosi intorno con aspettativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia è l'unica ad assecondare le sue lagne, un po' perché è sempre stata convinta di dover fare del bene, ma soprattutto perché ormai si è affezionata alla cioccolatina tondeggiante e fanfaronesca che troneggia sopra molte delle sue simili. Gertrude, in sé, non è appariscente quanto potrebbe essere: sono semplicemente le sue dimensioni a renderla particolare. Particolare, almeno, fino a quando non si spostano le proprie attenzioni ad altri scaffali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gertrude dice, "Ci sono un sacco di motivi per cui dovrei essere preda di attacchi di violenza incontrollata," e sbuffa, innervosita, "ma ce n'è uno in particolare che mi manda in bestia più velocemente dei bambini dalle mani tocchignose e appiccicaticce," con uno sguardo che pare dire, 'e tu dovresti esserne al corrente'; e se Gertrude sta paragonando ai bambini qualunque cosa sia successa, vuol dire che la questione è, almeno dal punto di vista di Gertrude, grave. Per questo motivo, Lucia dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Illumina questa povera barrettina al cioccolato da sessanta centesimi," e le dà un'occhiata in medesime parti penetrante e incuriosita. Se avesse delle braccia, le userebbe per incrociarle davanti a sé; non avendone, ripiega sul ruotare e girare e spingersi fino ad arrivare vicino a Gertrude, guardandola negli occhi ed evitando di osservarle intentamente il didietro. A volte essere piatte è decisamente frustrante: bisogna fare un sacco di sforzo per ottenere quello che ad altri - come alle cioccolatine rotonde e sfarzose - riesce con il minimo impegno. Le barrettine al cioccolato hanno fondato una lega apposita per lamentarsi delle proprie epopee quotidiane. "Non Valiamo Meno Solo Perché Il Nostro Involucro Non E' Stato Pagato Piu' Del Nostro Ripieno," "Essere Piatte Non E' Solo Un Cruccio Delle Umane," "Stop Alle Discriminazioni Di Volume" sono alcuni dei loro slogan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nastro di Gertrude - che, se non fa attenzione, si ripiega e le copre completamente la facciata anteriore - sembra incurvarsi ancora di più. Lucia si corruccia. Gertrude sembra tirar su col naso, cosa che è fisicamente impossibile. Lucia inarca un sopracciglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"È solo che," inizia Gertrude, per poi esitare e guardarsi intorno furtiva. "È solo che, sai, io sono così sgargiante," continua, dopo essersi accertata di non avere nessuno di anche solo parzialmente sveglio vicino, "e l'umano che possiede questo negozio preferisce mettermi in bella mostra vicino alla vetrina, ma la vetrina dà sull'esterno, e all'esterno c'è il sole, e se sto troppo al sole mi sciolgo, e se mi sciolgo mi rovino, e se mi rovino l'umano mi dà da mangiare a suo figlio, e io non voglio essere mangiata da un bamboccio grasso e impudente!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia la osserva, sgranando di poco la propria farcitura alla nocciola. "Oh, cara," le dice, cercando di avvicinarsi a lei un po' di più, e impegnandosi con tutto il girare-ruotare-invertire che le serve per farlo, "non mi ero resa conto delle tue ansie, Gertrude." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gertrude si rende conto di colpo della situazione in cui si è cacciata. È tutta colpa di Lucia, ovviamente: Gertrude non avrebbe mai sollevato l'argomento se non fosse stata per la domanda inquisitoria di Lucia, e di conseguenza non si troverebbe a dover parlare di sentimenti, fra tutte le cose. Gertrude si sente braccata; sentendosi braccata, se ne esce con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non sono ansie, sciocca," un po' brutalmente. Un po' tanto brutalmente, per come appaiono le cose: Lucia cerca, senza riuscirci in maniera particolarmente brillante, di nascondere l'espressione ferita e delusa che le appare in volto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è ciò che accade sempre: Lucia dice qualcosa di onesto, Gertrude risponde con qualche sorta di astio inesistente, e Lucia ci rimane male. Gertrude ha sempre la sensazione di averla fatta grossa, e di aver finalmente fatto fuggire l'unica barrettina a cui non dispiace. Il magone c'è, e per un po' Lucia non si fa vedere, e quando finalmente ritorna, come se niente fosse accaduto, Gertrude esita sempre. Il punto è che Gertrude non sa come chiedere scusa; Lucia, da parte sua, non dà mai segno di volerla sentir chieder perdono, e questo mette Gertrude in una brutta posizione; posizione che, certamente, non è ancora stata risolta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia la guarda di traverso. Gertrude si sente il groppone in gola alleggerirsi, e sperimentalmente, rotola un po' più vicino a Lucia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono solo mere preoccupazioni temporanee, ecco tutto," borbotta. Non è abbastanza uno 'scusa', ma è almeno un inizio. Lucia sembra capirlo: sorride, inclinandosi di lato e toccandola con uno dei suoi spigoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema con Gertrude, razionalizza Lucia, è la sua pedanteria. Per non contare la sua esuberanza nei commenti sarcastici, e la sua generale scortesia, e la sua incapacità nel manifestare un minimo di sensibilità d'animo, come ha dimostrato appieno la sua mancanza di tatto il giorno in cui Renzo aveva perduto tragicamente la sua metà. Certo, si potrebbe discutere ed ammettere che le caramelle Goleador sono sempre un po' con la puzza sotto il naso, e che Cristoforo - pace al colorante suo, che Renzo ancora lo piange ogni notte - non è mai stato tanto simpatico a nessuno, ma tant'è. Il fatto rimane: Gertrude è scortese e insensibile proprio come suggeriscono i pettegolezzi dello scaffale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto, però, Gertrude non è mai volutamente maligna o cattiva. Agnese la rimprovererebbe, e le direbbe di smetterla con le fregnacce e i sogni ad occhi aperti, perché Gertrude non piace a nessuno, tranne che a Lucia, e Lucia stessa ne rimane danneggiata, perché - proprio come nelle società umane - anche l'ambiente in cui vive Lucia non è il massimo nella libertà di comunicazione; questo, almeno, se si desidera conservare un minimo di decoro e reputazione. E, purtroppo, Gertrude non è certamente fra i dolci con cui va bene scambiare due chiacchiere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lucia interessa poco. A lei piace parlare con Gertrude, anche se il più delle volte si ritrova ad essere termine delle sue lagne, perché Gertrude è una delle poche cioccolatine che dice con franchezza ciò che pensa; molti pensano che Gertrude sia insensibile, e che quindi sia un bene lasciarla da sola, ed ovviamente Gertrude non fa nulla per cambiare tutto ciò; Lucia, però, non è interessata a ciò che gli altri pensano, e neanche, in parte, a ciò che Gertrude pensa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucia è una barrettina molto semplice, in fin dei conti. Si rende conto di non essere un granché, e sa anche che, se Gertrude si impegnasse, potrebbe tranquillamente trovare delle cioccolatine più conformi a lei; e sa anche di comportarsi da idiota, perché potrebbe tranquillamente trovare delle barrettine meno irritabili e irritanti di Lucia, come amiche - barrettine che le porterebbero via meno tempo e fatica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lucia interessa poco. Lucia sa di comportarsi da egoista, perché è sciocco crogiolarsi nel piacere di essere l'unico dolce con cui Gertrude condivide le sue paure; innanzitutto, Lucia è l'unica con cui Gertrude condivide le sue paure perché Lucia è l'unica con cui parla, punto fermo, e secondariamente, è Lucia stessa che non fa niente per avvicinare Gertrude alle altre cioccolatine. È un comportamento meschino, e anche un po' cattivo, ma Lucia non baratterebbe con nulla al mondo il pizzico di felicità che le porta essere la confidente di Gertrude. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:4335</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/4335.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=4335"/>
    <title>Exploding High [Harry Potter]</title>
    <published>2008-12-26T16:56:27Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:37:29Z</updated>
    <category term="challenge: mad tea party"/>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: harry potter"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Exploding High&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Harry Potter&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 1137&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; “Bellatrix ha sei anni e una bambola di porcellana.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritta per il &lt;a href="http://community.livejournal.com/fanfic_italia/tag/%21challenge:+mad+tea+party"&gt;Mad Tea Party&lt;/a&gt; @ &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha sei anni e una bambola di porcellana. Un po' ne ha paura, perché i suoi occhi sono dipinti e se la tocchi non si scosta e se la butti a terra non si lamenta; la bocca è sempre corrucciata in una smorfia quasi impossibile, ma è una bambola e le bambole possono essere tutto quello che una bambina non può. E sono molte cose, cose che Bellatrix non ha chiare in mente, ma che, nonostante tutto, sa di sapere. (Bellatrix non si è mai descritta come una persona brava con le parole e i gesti e i rapporti sociali, soprattutto perché non ha mai remotamente pensato di esserlo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha sette anni e una bambola di porcellana. La tiene nascosta sotto il letto, coperta da un drappo in velluto scuro, lontana dagli sguardi indiscreti degli estranei. A volte si dimentica di tirarla fuori e pulirla dalla polvere, e quando se ne ricorda, infine, la bambola sembra guardarla imperscrutabilmente storto. Bellatrix non si curerebbe molto di ciò, se non fosse che poi non riesce più a dormire bene la notte; e quindi, se anche si dimentica di spolverare la sua bambola, cerca comunque di ricordarsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha otto anni e una bambola di porcellana. La sua bambola di porcellana non ha un nome, perché Bellatrix non ha il coraggio di dargliene uno. Bellatrix ha otto anni e un po' di paura nei confronti della sua bambola di porcellana, ma questo va bene, perché avere paura non è una brutta cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha nove anni e si risveglia in un campo di sabbia.&lt;br /&gt;"Non siamo sicuri che tu abbia bisogno di noi," è la prima cosa che si sente dire, "ma noi abbiamo bisogno di te." Alla voce che ha parlato appartiene un volto bianco e dall'aspetto finto come quello della bambola che Bellatrix possiede. Bellatrix resiste all'impulso di alzarsi e toccarlo e aspettarsi di non vederlo scostarsi, preferendo invece rimanere sdraiata e senza rispondere.&lt;br /&gt;"Non sono una salvatrice," dice, con un pizzico di ridondanza in più nella voce che non si aspettava di trovare. (Sembra quasi che abbia già detto tutto ciò.) Si porta una mano alla fronte, scostando una ciocca di capelli dietro l'orecchio.&lt;br /&gt;La faccia dall'aria finta si contorce in un'espressione a metà fra un ghigno e un sorriso. "Non ho mai detto che ne stavamo cercando una." L'uomo le porge una mano, dando segno di volerla aiutare ad alzarsi. Bellatrix pondera se accettarla oppure no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ha dieci anni ma non ha più una bambola. La sua bambola è scomparsa la notte dopo il sogno con la sabbia e le distese infinite e lo strano uomo sotto le luci brillanti della notte; la sua bambola, Bellatrix a volte si ritrova a pensare, le è stata rubata e non più restituita, e questo? Non va per niente bene.&lt;br /&gt;"Poco cortese," mormora la notte, stringendosi al pupazzo di pezza sempre presente accanto al suo cuscino, "decisamente poco cortese."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix conosce Rodolphus da una vita ma sembra sia passato pochissimo tempo. Bellatrix riesce a vedere Rodolphus tentennare, esitare: Bellatrix schiocca le dita e fa sparire il foglio di carta (quello con dentro il mucchio di sabbia) dalla sua vista. Rodolphus si morde il labbro, tremando; le sue mani esitano mentre si avvicinano alla guancia di Bellatrix per accarezzargliela. Bellatrix esala un sospiro e gli permette di farlo. Il suo viso è ancora liscio e bianco e non ha ancora le rughe della stanchezza e della paura e della vecchiaia.&lt;br /&gt;"Forse," dice, "forse non capirai mai completamente. Non ti sto chiedendo di farlo. Solo. Solo, non permettermi mai di trascinarti nei miei sogni. Nei miei desideri. In ciò che vorrei fare."&lt;br /&gt;"Se lo vorrò fare," sussurra Rodolphus, "non sarà a causa tua. Sarà perché ti amo troppo." E quella sarebbe una sua colpa, non di lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bellatrix ascolta l'uomo parlare, ancora e ancora. Il silenzio ovattato del circondario - rotto dal crepitio delle fiamme nel camino e dal fruscio del vento della sera tarda - e l'odore di acqua di mare, salmastro, pesante e salato, la rendono irrequieta. Non è tanto presa dalla parole dell'uomo quanto dai gesti che compie nel farlo, che le ricordano vagamente l'uomo dalla faccia finta che un tempo sognava tutte le sere.&lt;br /&gt;"Sarà meraviglioso," conclude lui, enfatizzando le proprie parole voltandosi finalmente verso di lei.&lt;br /&gt;Bellatrix lo osserva e crede di vedere distese infinite di sabbia e promesse non mantenute, persone da salvare; osserva le ceneri della carta bruciata nel camino, e crede di vedere braccia di bambole carbonizzate. Esita un istante, scuote la testa; accetta, qualunque cosa sia quello che l'uomo ha da offrirle. Non c'è nulla da perdere, ormai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non c'è nulla che non vada in Bellatrix," dice Rodolphus. Rodolphus è anziano e così anche Bellatrix; e se uno di loro non c'è più, non è un problema, perché l'immaginario è sempre stato più bello del reale. ("Vuoi una tazza di tè, tesoro?" gli chiede Bellatrix. Bellatrix ha un sorriso splendido, che le illumina la faccia e le dà meno anni di quanti ne ha veramente.)&lt;br /&gt;L'uomo dalla faccia finta si rigira il pomello del bastone che tiene ancora fra le mani. Ha una espressione seria stampata in volto, questa volta. "Lo so," dice. "È solo che è tempo di andare."&lt;br /&gt;Bellatrix appoggia con delicatezza la teiera azzurra sul tavolino, poi si volta verso l'uomo. "Lo so," risponde. "Ma forse. Forse non voglio andare. Forse non voglio." Dà un'occhiata a Rodolphus e lo vede sorridere mestamente.&lt;br /&gt;Rodolphus si alza dalla sua sedia e le dà una spinta decisa verso l'uomo dalla faccia finta. "Vai," le sussurra. Poi sparisce, e Bellatrix si risveglia di nuovo distesa sul campo di sabbia, gli occhi sbarrati e rivolti verso le stelle che brillano in cielo. Si rigira sul fianco, tremando; ha freddo. Ride con grazia.&lt;br /&gt;"Casa."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:4052</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/4052.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=4052"/>
    <title>Manie da mamma chioccia [My Chemical Romance]</title>
    <published>2008-12-08T19:19:11Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:37:01Z</updated>
    <category term="community: fanfic_italia"/>
    <category term="fandom: bandom"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Manie da mamma chioccia&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; My Chemical Romance&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 200&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; In cui si parla di borse dell'acqua calda e di pinguini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritta di corsa per &lt;span class='ljuser ljuser-name_zephyrina' lj:user='nahemaraxe' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://nahemaraxe.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://nahemaraxe.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;nahemaraxe&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (&amp;hearts;) e per il prompt &lt;a href="http://community.livejournal.com/fanfic_italia/156073.html"&gt;'pinguino'&lt;/a&gt; di &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://fanfic-italia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. Beta-letta da nessuno. Gli emmecierre non mi appartengono mentre Bob Bryar appartiene a Cee. (È tutto molto complicato, sì.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://i84.photobucket.com/albums/k17/TinaRouges/200tina.png" border="0"&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No, seriamente." Bob lo guarda, guarda l'ammucchiata di roba sul tavolo, e poi lo riguarda. Ray lo ignora. "Seriamente. Non puoi essere serio." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ray aggrotta le sopracciglia, intento a districare il gancio di una simpatica pallina da albero di natale da un cappellino di lana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non posso credere di aver vissuto per anni chiuso in un bus con te," sembra continuare Bob. Ray si chiede perché se ne resti lì imbambolato ad osservarlo quando potrebbe aiutarlo a dividere il cibo dal vestiario e il vestiario dalle borse dell'acqua calda. "Voglio dire. Sapevo della tua mania di comportarti da mamma chioccia, ma hai onestamente raggiunto livelli da paura."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ray smette di trafficare. "Io non mi comporto da mamma chioccia," sbuffa irritato. "È solo che so di essere l'unico a preoccuparsi di cose del genere. Una volta mi prendevo cura anche degli altri," dice, gesticolando, "ma hanno trovato qualcuno capace di sopportarli e stanno meglio così." Una pausa. "E poi," continua, "a me non dispiace occuparmi di te, sai." Sorride. "Non ti lamenti tanto quanto Frank."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bob esita un po', poi ammette, "Hai ragione. Senza di te, sarei a far compagnia ai pinguini," e ridacchia, sedendosi al tavolo e iniziando ad aiutarlo nell’impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Idiota," risponde Ray. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid2-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:3545</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/3545.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=3545"/>
    <title>Interludio [Stargate: Atlantis]</title>
    <published>2008-11-26T14:45:17Z</published>
    <updated>2009-06-29T20:41:50Z</updated>
    <category term="community: criticoni"/>
    <category term="fandom: stargate atlantis"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Interludio&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Stargate: Atlantis&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 625&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; In cui si parla di cibo e di cravattini. (E di regali. E di ZPM. E dell'ego di McKay.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritta per la minisfida di Criticoni dedicata al cenone di Natale, betata da &lt;span class='ljuser ljuser-name_anne_elliot' lj:user='anne_elliot' style='white-space:nowrap;text-decoration:line-through'&gt;&lt;a href='http://anne-elliot.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://anne-elliot.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;anne_elliot&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Spiegami di nuovo perché sono qui," sbuffa spazientito Rodney. Sta cercando senza successo di sistemare il cravattino, ritto davanti allo specchio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard non risponde, intento ad osservarsi le unghie e cercare di non scoppiare a ridere: Rodney può essere la persona più paziente al mondo, se si parla di tecnologia Antica, ma con tutto il resto? Proprio per niente. Sheppard resiste alla tentazione di alzarsi e di aiutarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio dire. Non è che non ci siano crisi da porca-miseria-stiamo-per-morire una volta ogni nove giorni e tredici ore," dice Rodney. Più che dire, Rodney sta borbottando fra sé e sé, quasi come se si fosse dimenticato della presenza di Sheppard nella stanza. Sheppard aggrotta le sopracciglia, poco contento di questo ultimo sviluppo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard dice, "Brontolare non ti si addice," per provocarlo. Rodney non sembra starlo a sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio &lt;i&gt;dire&lt;/i&gt;," prosegue, la bocca accartocciata&lt;i&gt; &lt;/i&gt;in una smorfia di sdegno, semi-spazientito, "&lt;i&gt;voglio dire&lt;/i&gt;. Ci potrebbe essere un'altra crisi fra nove minuti e tredici secondi. A chi interessa realmente un &lt;i&gt;cenone natalizio&lt;/i&gt; quando potremmo morire tutti nelle prossime ore? A &lt;i&gt;chi&lt;/i&gt;?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A Elizabeth, questo è sicuro." Sheppard ghigna e si rilassa un po' di più sul letto di Rodney. &lt;i&gt;Questo &lt;/i&gt;è territorio familiare. McKay parla e si lamenta a grandi lunghezze mentre Sheppard finge di ascoltarlo e lo asseconda. "Voglio dire," continua, scimmiottando l'intonazione di Rodney, "non è che tu non l'avresti potuto &lt;i&gt;prevedere&lt;/i&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;McKay arriccia il naso in una maniera impossibile a Sheppard. Sheppard ne è sempre impressionato, ma non lo lascia vedere: se c'è una cosa che si può dire dell'ego di McKay, è che non ha alcun bisogno di essere lustrato. "Sì, &lt;i&gt;sicuro&lt;/i&gt;," borbotta. Sheppard riesce quasi a vedere i complessi meccanismi del cervello di McKay passare da 'interessato a ciò che Sheppard ha da dire' a 'onestamente, concentrarsi sulla mia voce è molto meglio'. "Come se avessi il tempo materiale da dedicare a sciocchezze del genere," dice. "Come se avessi tempo da dedicare a festività inutili," dice. "Come se avessi tempo da dedicare alla socializzazione fra militari e civili quando potrei concentrarmi sul nuovo ZPM mezzo carico che ho trovato due giorni fa," dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard risponde, "Quello ZPM l'&lt;i&gt;abbiamo &lt;/i&gt;trovato due giorni fa, McKay." Una pausa ponderata. "E il Natale non è inutile," continua, "non dirmi di non tenere almeno un pochino al cibo e ai regali." Un sorrisino saputo. "Ti conosco, McKay."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;McKay lascia finalmente perdere il cravattino e si volta verso Sheppard, corrucciato. "Cosa vuol dire, &lt;i&gt;ti conosco&lt;/i&gt;?" Sembra pensarci su, poi il suo volto si distende e gli occhi gli si illuminano. Sheppard ha imparato a temere quella particolare scintilla. "&lt;i&gt;Cibo&lt;/i&gt;," sospira Rodney. "&lt;i&gt;cibo&lt;/i&gt;. Tacchino ripieno e patate al forno. Pandoro e panettoni." Una pausa. "E &lt;i&gt;regali&lt;/i&gt;, Sheppard! Il Natale non ha nulla da invidiare al Ringraziamento, sappilo." Un'altra pausa. "Potrei perfino sorvolare sull'ovvia e assoluta idiozia di questo cenone. In fin dei conti, ci sono dei motivi&lt;i&gt; &lt;/i&gt;se è Elizabeth quella al comando." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard lo osserva indulgente. "Solo tu, McKay," mormora. "Solo tu." Rodney non sembra starlo a sentire, il che è perfetto: Sheppard non ha troppa voglia di mostrare il proprio lato indulgente a nessuno, niente meno che a McKay. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodney sembra intuire che in Sheppard qualcosa non vada, perché d'un tratto si riprende dal torpore indotto da pensieri di tacchini arrosto e dolci natalizi. Lo osserva, inclinando la testa di lato, come se volesse capire &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt;, di preciso, non sia normale. Sheppard sa di doversi giustamente sentire a disagio, ma non ci riesce; si stiracchia e sistema il cravattino che ha tirato fuori dal proprio armadio. McKay lo sta ancora osservando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard salta su dal letto e gli fa cenno di avviarsi. "Forza, non vorrai essere in ritardo, McKay," sorride. "Ci potrebbe anche essere del &lt;i&gt;vero &lt;/i&gt;tacchino."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La porta si apre e chiude al loro passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:3115</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/3115.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=3115"/>
    <title>Scavarsi la fossa [Stargate: Atlantis]</title>
    <published>2008-11-23T15:54:24Z</published>
    <updated>2008-11-23T19:24:32Z</updated>
    <category term="community: syllablesoftime"/>
    <category term="fandom: stargate atlantis"/>
    <content type="html">&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Scavarsi la fossa (o: la volta dalla quale McKay cominciò a prestare attenzione alle riunioni)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Stargate: Atlantis&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio Parole:&lt;/b&gt; 589&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; In cui si parla di paranoia, cannibalismo, sorrisi, e capriole. In meno di seicento parole. Lo giuro, ha senso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi usati in questa storia (&lt;i&gt;ficlet&lt;/i&gt;, più che altro) non mi appartengono; non li uso a scopo di lucro; sono fittizi. Questa ficlet è stata scritta per &lt;span class='ljuser ljuser-name_syllablesoftime' lj:user='syllablesoftime' style='white-space:nowrap'&gt;&lt;a href='http://syllablesoftime.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif?v=92.1' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://syllablesoftime.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;syllablesoftime&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; secondo il prompt &lt;i&gt;disarm you with a smile&lt;/i&gt;. Tabella: &lt;a href="http://fanlin.livejournal.com/2384.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oh, merda," mugugna Rodney con una nota di disperazione nella voce. "Siamo completamente fottuti." Perché non è già orribile che sia intrappolato &lt;i&gt;da qualche parte&lt;/i&gt;, ma inoltre è intrappolato &lt;i&gt;da qualche parte&lt;/i&gt; con Sheppard, Colonnello be’-troveremo-una-soluzione-all’ultimo-minuto disponibile. Sheppard, Colonnello be’-almeno-non-siamo-morti. Sheppard, Colonnello suicida, e a quanto pare anche Sheppard, Colonnello questo-sono-io-mentre-faccio-dell’ironia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I tuoi patetici tentativi con l'umorismo mi sembrano in qualche modo fuori luogo," Rodney lo schernisce senza metterci del vero sentimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard fa spallucce e sorride. Rodney &lt;i&gt;odia&lt;/i&gt; quando Sheppard si mette a fare spallucce e a sorridere, perché significa che Sheppard non ha un piano, e quando Sheppard non ha un piano, è Rodney quello che deve tirare fuori un piano da chissà dove. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Siamo fregati," tenta di nuovo. Sheppard continua a sorridere pigramente. Rodney si dà mentalmente un colpo in testa, chiedendosi perché, fra tutte le persone al mondo, sia lui quello a finir sempre legato come un cappone e chiuso in cella con Sheppard. (Non parla di sbarre perché di sbarre non ce ne sono; e per quanto concerne la cella, non è tanto un buco nei sotterranei quanto un buco sotto i sotterranei. Rodney sospetta di non riuscire, neanche provandoci, a risalire quei dieci-quindici metri che li separano dal fango e dalla polvere - dannatissima polvere! - alla superficie.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio farti notare che siamo stati buttati a peso in questo buco senza alcuna speranza di uscirne vivi," si lamenta. Niente. Sheppard è ancora lì, e cosa ancora più inquietantemente strana, la sua *faccia* è ancora lì che sorride. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sheppard," insiste, avvicinando la mano per scuotergli l'apatia e &lt;i&gt;il sorriso &lt;/i&gt;di dosso, perché essere intrappolati e sorridere non sono mai stati un'ottima accoppiata. Diamine, non sono mai stati neanche una &lt;i&gt;decente&lt;/i&gt; accoppiata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard allarga il proprio sorriso, e scoppia a ridere. Rodney aggrotta le sopracciglia e gli chiede, con un pizzico di malevolenza di troppo nella propria voce, "Non c'è assolutamente niente di talmente ridicolo o meramente divertente da meritare una risata, Colonello! Lo sapevo, lo sapevo, &lt;i&gt;lo sapevo&lt;/i&gt; che la brutta sensazione di questa mattina non era solamente la mia paranoia. Non è &lt;i&gt;possibile&lt;/i&gt; che io debba morire di fame e di stenti e di pura sfortuna accanto ad un uomo che presenta tutti i sintomi di pazzia e conseguentemente di &lt;i&gt;cannibalismo&lt;/i&gt; imminente. Cos'ho fatto di male nella mia vita, a parte far saltare in aria cinque sesti di un sistema solare, da meritarmi questa grama fine? &lt;i&gt;Cosa&lt;/i&gt;?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sheppard sorride, questa volta con qualcosa che assomiglia deliberatamente ad affetto, e gli dice - sussurrando! quand'è che sono finiti praticamente l'uno sull'altro, comunque? "Cosa non farei se non ci fossi tu qui," e anche, "Onestamente, dovresti iniziare ad &lt;i&gt;ascoltare&lt;/i&gt; gli altri, oltre che a te stesso," e anche, "Il team di Lorne sarà qui a momenti," e, "Le riunioni esistono per un motivo." Sheppard ridacchia dritto nel suo orecchio, e il suo stomaco fa capriole, mentre il suo cervello tenta di processare tutte queste informazioni mentre il resto del suo corpo reagisce solamente al calore che si sprigiona da John. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Uh," riesce a dire, cosa che, apparentemente, lascia Sheppard in convulsioni &lt;i&gt;praticamente&lt;/i&gt; sulle gambe di Rodney. Sheppard non è mai stato una persona troppo incline a &lt;i&gt;toccare&lt;/i&gt; gli altri, e Rodney non è mai stata un'eccezione, ed è per questo che questa situazione è insolita sotto diversi punti di vista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rodney si morde il labbro e cerca di zittire la vocina nella sua testa che gli dice, "Siamo spacciati," perché la vocina non si riferisce a lui e a Sheppard, ma a lui e lui soltanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;</content>
  </entry>
  <entry>
    <id>urn:lj:livejournal.com:atom1:fanlin:2959</id>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://fanlin.livejournal.com/2959.html"/>
    <link rel="self" type="text/xml" href="http://fanlin.livejournal.com/data/atom/?itemid=2959"/>
    <title>Magnolia [Harry Potter]</title>
    <published>2008-04-01T13:06:44Z</published>
    <updated>2009-02-13T18:15:54Z</updated>
    <category term="community: hp_ficexchange"/>
    <category term="fandom: harry potter"/>
    <content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;Titolo:&lt;/b&gt; Magnolia&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fandom:&lt;/b&gt; Harry Potter&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rating:&lt;/b&gt; PG13&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conteggio parole:&lt;/b&gt; 4764&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riassunto:&lt;/b&gt; "Non è facile come sembra: essere capaci di abituarsi a qualcosa include anche l’essere capaci di cambiare un’abitudine e prenderne un’altra. Molti non sanno cogliere la differenza: un’abitudine non è qualcosa che ti porti dietro tutta la vita. Un’abitudine non è un lavoro: tu non sei conscio di essa. Se tu ne fossi consapevole, la questione sarebbe diversa. E se tu ne fossi consapevole, e se tu avessi quest’abitudine per un determinato motivo, non sarebbe più un’abitudine, per come la vede Draco. È diverso."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie tantissimissime a V. e N. che mi hanno beta-letto questa storia. Entrambi hanno contribuito al miglioramento di questo racconto e all'eliminazione di varie pecche. Non so proprio cosa farei senza di loro... (altre note sono alla fine di questa storia.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Harry Potter bla bla non mi appartiene bla bla JK Rowling bla bla nessun fine di lucro bla bla sono povera in canna bla bla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://i84.photobucket.com/albums/k17/TinaRouges/Tinachan.jpg" border="0"&gt;&lt;/center&gt;&lt;a name='cutid1-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;Magnolia &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;Your heartbeat is pulsing at night in your chest […]&lt;br /&gt;I received your words from hospitals where you felt alone… &lt;br /&gt;your words like smoke -- they made me sick, but they kept me warm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il battito del tuo cuore pulsa nel tuo petto di notte […]&lt;br /&gt;ho ricevuto le tue parole da ospedali dove ti sentivi solo…&lt;br /&gt;le tue parole come fumo – mi facevano star male, ma mi tenevano al caldo &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco è in bilico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt;, come gli piace riferirsi all’abitudine che sta prendendo ultimamente, è piuttosto fastidiosa e gli impedisce di costruire rapporti sociali meno incasinati del solito, intento nel quale stava magnificamente riuscendo – almeno finché la &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt; non si è presentata alla sua possibile porta di servizio, entrando non invitata e cambiando le sue maniere di relazionarsi alle persone. Indirettamente, per lo meno; le sue ossessioni non sono mai state particolarmente apprezzate o inapprezzate da nessuno, ma questa cosa. È diversa, perché al contrario delle sue altre stranezze, Draco la può ricollegare a una persona in particolare, e questo fatto lo disturba. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è niente di grave,” si dice, mentre risistema per l’ennesima volta la pila di libri che si trova nello scaffale alla sua altezza. Draco odia doversi mettere su uno sgabello, o qualcosa del genere, per poter avere una buona visuale dei suoi libri. Ecco perché posiziona i suoi preferiti nel terzo scaffale a partire dall’alto, cioè il secondo a partire dal basso. Sotto gli scaffali c’è una serie di cassetti più o meno grandi che fanno bella mostra di pomelli dorati che vengono strofinati e puliti ogni settimana dagli elfi domestici. Draco torna a sistemare i suoi libri uno per uno, mentre cerca di non pensare alla sua cosa, senza riuscirci. Draco non lo ammetterà mai neanche con se stesso, perché finché uno non dà corda ad una cosa, questa non sarà mai vera. Reale. (O almeno, Draco cerca di convincersene, senza troppi risultati.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è che ultimamente ha preso l’inutile abitudine di riposizionare i volumi delle sue collezioni. Non una, non due, ma plurime volte al giorno, senza orari particolari o una qualche forma di routine. Questa faccenda non gli piace, e desidera poter cambiare tutto ciò; non ci riesce, purtroppo, e ha preso confidenza con la biblioteca di casa sua, più di quanta ne avesse in precedenza. Sa alla perfezione dove sono posizionati  ognuno dei libri che possiede; li ha tastati infinite volte, da quando era bambino e curioso fino a quando non è diventato un uomo ed è tornato al maniero per restarci. Ci sono voluti tre giorni prima che mettesse piede in una stanza che non fosse la sua camera da letto. Altri quattro prima che entrasse nella biblioteca, un tempo chiamato studio e sistemato a puntino per suo padre. Ora che non c’è più, Draco si può considerare piuttosto sfortunato: ha perso sia sua madre che suo padre relativamente presto, ma ha avuto un sacco di tempo per razionalizzare tutto ciò, così non ci pensa più di tanto. Ha ancora i loro dipinti ordinatamente esposti nei luoghi più probabili del suo maniero: uno, solo di Narcissa, è appeso nella sua stanza. L’altro è un ritratto di grandezza minore, ma più curato nei dettagli del paesaggio. È suo padre, ritto in piedi dietro ad una sedia vuota, un albero in fioritura dietro di lui, sorriso imperscrutabile e sopracciglio inarcato. Draco è particolarmente attaccato a questo particolare ritratto, perché ritiene che sia il più fedele alla persona originale. A volte torna a casa e non trova più Lucius nel quadro; non c’è problema, lo ritroverà sicuramente nel dipinto grande in sala da pranzo (in una delle sale da pranzo), quello sopra il camino (uno dei tanti camini sparsi nel maniero). Colui che ha eseguito quel particolare dipinto, Draco pensa, è stato attento soprattutto ai colori e alla luce. Le persone in sé sono quasi in secondo piano, e forse è per questo che a Lucius non è mai piaciuto. Narcissa, invece, lo adorava. Così come adorava avere delle poltroncine vicino al fuoco scoppiettante nel camino e i vasi sulle superfici lisce dei mobili; tutte cose che Draco ha messo via, da parte, gettato in un qualche scantinato o in soffitta. Draco si dice che è stato perché non voleva vedere più nulla che gli ricordasse il passato, ma sa di mentire. La vera ragione non la sa, e non ci tiene neanche un po’ a conoscerla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco riporta la sua attenzione ai libri che sta maneggiando con cura. Gli sembra sempre che non siano perfettamente in ordine; è per questo che ha preso l’abitudine di impilarli uno sopra l’altro, su uno scaffale vuoto, e poi risistemarli in modo di poco diverso da quello precedente. È fastidioso e non lo rilassa. Sa che non lo rilassa perché sente sempre un vago senso di fastidio, mentre le sue braccia si tendono nello sforzo di spostare volumi grandi quasi quanto lui. Questo fastidio non è tanto relativo allo sforzo quanto al sapere di non dover fare detto sforzo. Ci sono incantesimi per cose come queste; Draco li conosce uno per uno, meglio di quanto conosca le proprie tasche. Ma c’è questa &lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt;, fastidiosa, che continua a fare la comparsa nei momenti peggiori e lo sta seriamente disturbando. Non facendo andare fuori di testa, quello no, ma continuando di questo passo, Draco non sa cos’altro pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte Draco ha bisogno di prendersi una pausa. Una di quelle vere, in cui può rilassarsi e non pensare a quello da cui sta cercando di allontanarsi. Questo ‘a volte’, in realtà, significa ‘due volte in tutta la sua vita’. La prima, quando aveva sedici anni e non ne poteva più di tutto ciò che gli era capitato; la seconda, quando di anni ne aveva sette in più e non riusciva più a sopportare di vedere sua madre stesa su un letto d’ospedale, con gli occhi chiusi e il respiro leggero. Finché quel respiro non era sparito del tutto, e Draco si era sentito travolgere dalle vicende che si erano susseguite fino ad allora: la caduta, la malattia, le notti infinite passate accanto a un letto candido, la morte… tutte cose che gli erano sembrate sopportabili, prese una per una, ma che messe insieme e mescolate potevano essere letali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi Draco si può dire che sia abituato a questa cosa dell’allontanarsi e prendersi una pausa: questo è bene, perché le abitudini sono di fondamentale importanza. Draco sa che può suonare stupido, ma le abitudini sono le uniche cose di cui si può fidare. Se un’abitudine cambia, Draco può dare la colpa solo a se stesso: è lui l’unica persona che ha fatto partire l’abitudine, è lui l’unica persona a decidere che l’abitudine non funziona più così bene. Questo accade perché, di norma, le sue abitudini non includono la presenza di un’altra persona. E non ha mai avuto bisogno di accorgersi, finalmente, di una sua abitudine per poi decidere di eliminarla. Questa è un’abitudine a cui si è abituato nel silenzio della sua mente. Ha sognato tante volte di poter cancellare un’abitudine con il colpo di una bacchetta; ha pensato a lungo a come sarebbe il movimento del suo braccio, se potesse davvero compiere una magia del genere. Sarebbe sicuramente compiuto da solo, con l’unica presenza di un vaso di fiori e qualche bicchiere, chiuso in una stanza il cui accesso non sarebbe permesso a nessun altro. Draco non ama che ci siano troppe persone, nella sua vita. È per questo che, a volte, viene additato come scorbutico e maligno; la parte del ‘maligno’ sa di non meritarsela, ma sembra seguirlo ovunque vada. La tua fama ti precede, gli direbbe sogghignando Potter, ma Draco conosce Potter e si rende conto che sarebbe meglio non stare ad ascoltarlo; lo fa comunque, dicendosi che è perché gli piace ascoltare roba senza senso, una volta ogni tanto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aggettivo ‘scorbutico’, in ogni caso, se lo merita in pieno. Draco non s’interessa alle altre persone, e non vede perché sforzarsi di trattarle bene: le persone possono essere ingombranti, e quando non si rendono conto di non essere le benvenute, si impicciano e intromettono e infastidiscono, tutte cose che non piacciono a Draco. Così pensa che sia meglio tenerle a distanza, alimentando in questo modo un discreto mormorio di sottofondo ogniqualvolta si ritrova a una festa di beneficenza del San Mungo. Draco non se ne preoccupa, e pensa solamente ad annuire quando fanno il suo nome durante i soliti, noiosissimi discorsi che si tengono durante questi momenti. Di solito la gente tende a ringraziare chi, anche se non lo si sopporta, fa qualcosa di buono e utile alla società o in campo medico. Draco fa parte dei ‘chi’ della seconda categoria.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando del San Mungo. Draco, quando era bambino, a volte veniva portato a trovare e salutare compostamente un parente ricoverato in ospedale, o veniva portato all’inaugurazione di una nuova ala, costruzione e progetto finanziato da suo padre; in questi momenti, poteva, se fortunato, girovagare da solo per i corridoi dell’ospedale. Si è sempre stupito dell’abbondanza di fiori e vasi colorati, in contrasto rispetto ai muri bianchi e alle lenzuola altrettanto bianche impilate ordinatamente. Draco era libero di esplorare, salendo e scendendo lentamente le scale. Ancora oggi, quando si affretta a un’altra, banalissima riunione dell’amministrazione ospedaliera, si sofferma a guardare il corrimano in legno chiaro e a pensare a quanto poco sia cambiato da quando aveva sette anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sua madre era ancora relativamente nuova alla sua stanza d’ospedale – anche se non se ne poteva rendere conto – Draco era solito portarle dei fiori. Non che pensasse l’avrebbero aiutata a risvegliarsi, certo che no. Draco era grande abbastanza da capire che cose insulse e banali come i fiori non l’avrebbero miracolosamente fatta stare meglio, in barba a tutto quello di cui i medici gli riempivano la testa e cercavano di convincerlo. Draco non era cinico. Non era neanche una persona cattiva. È solo che, a volte, ricordava la cura e l’amore con cui sua madre osservava i suoi fiori, quelli che teneva nei vasi e a cui effettuava incantesimi per mantenerli intatti e nel pieno della loro bellezza, e sentiva il bisogno di portargliene un po’, anche se sapeva che non se ne sarebbe mai resa conto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fiore preferito di sua madre non era la rosa. Le rose non le si addicevano. Erano – sono – troppo intense per una persona dall’aspetto fragile come quello di sua madre. Draco non ha mai imparato troppo bene a chiamarla Narcissa, perché gli è sempre sembrato alquanto sbagliato. Sua madre non potrà mai essere Narcissa, ai suoi occhi e alle sue orecchie, semplicemente perché è cresciuto riferendosi a lei come a ‘sua madre’, e così continua ancora a pensarne. Quando Draco dà un nome a una persona, quel nome è per sempre. Suo padre è suo padre, sua madre è sua madre, il pezzente è il pezzente. Potter è Potter, e non sarà mai Harry. Draco è anche diventato una persona ligia al suo dovere. Non gli piace vedere gente sbrigativa che fa le cose meramente per trascorrere il tempo. Draco è dedito al suo lavoro, gli piace, ama il concetto stesso di Medimago: è per questo che non si lamenta mai quando gli chiedono di rimanere oltre il suo turno di lavoro, perché tornare a casa significa semplicemente leggere libri (ultimamente la parte sul leggere è diventata sistemare) e aspettare che la testa di Pansy sbuchi dal camino rimproverandogli qualcosa. Anche questa è denominata routine, a casa di Draco. Draco è lieto di averne una: non sa cosa farebbe senza la sua routine e le sue abitudini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, Draco non ha mai saputo quale fosse il fiore preferito di sua madre – Narcissa, si leggeva sulla targhetta della porta che dava alla sua stanza. Narcissa Malfoy. Sua madre non glielo aveva mai detto, né lui si è sentito autorizzato a chiederglielo. Draco stimava e amava sua madre, ma non si è mai sentito abbastanza qualcosa da potersi permettere di chiedere. Sua madre è sempre stata vicina, gli ha sempre voluto bene, ma a volte Draco si chiede se non abbia fallito nel suo ruolo di figlio. Devoto, lo è sempre stato: di questo non ha alcun dubbio. Ma a volte si permette di chiedersi, come non ha mai fatto in precedenza, se non abbia ecceduto nei suoi sforzi. Ora non ha più alcun motivo di scervellarsi dietro a queste banalità, in confronto a ciò che ora maneggia – documenti importanti, centinaia di persone sotto il suo servizio, un conto alla Gringott sviluppatosi quasi da solo – ma queste banalità sono le stesse che lo hanno aiutato a portarlo fin dove è ora. Draco si fida dei propri istinti, delle proprie scelte, ma volte si chiede se non abbia sbagliato qualcosa, in mezzo a tutto il casino che era la sua vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei momenti migliori della sua vita, Draco ne è cosciente, è quando Pansy gli regala dei guanti di velluto. Pansy è perfettamente al corrente dell’odio profondo che Draco nutre per il velluto; non è il materiale in sé a infastidirlo, perché Draco si trova a suo agio con vestiario in velluto, ma più i ricordi a cui ricollega il velluto. (Ricordi che ormai stanno iniziando a fare meno male, Draco cerca di convincersi; i risultati sono scarsi e poco significativi.)&lt;br /&gt;Pansy glieli ha porti, inarcando un sopracciglio e sbottando: “È ora che tu impari a superare i tuoi problemi”, come se fosse facile. Pansy sembra essere imperturbabile. Draco la invidia, in un certo qual modo. Non è bella, non lo è mai stata; ha sempre avuto una scorza troppo dura per essere veramente ammirata, ma Draco la rispetta e la stima. Pansy ha saputo fare grandi cose senza che nessuno l’avesse mai notato, e questo è già di per sé degno di nota. Quei guanti sono diventati i suoi preferiti: è per questo che non li indossa mai, ma li tiene chiusi in un comodino vicino al suo letto. Pansy sa anche questo, e non gli ha mai chiesto nulla al riguardo. Draco si chiede anche come sia stato tanto fortunato da avere Pansy come migliore amica: non sa proprio cosa farebbe senza di lei. Forse cadrebbe a pezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei momenti più significativi della sua vita – da non confondere assolutamente con i momenti migliori – è quando Draco viene a sapere da un pezzo di pergamena che sua madre è morta. Giura di aver trattenuto il respiro per un lasso di tempo incredibile: la verità è che non gli interessa più giurare o non giurare, fintantoché non ricorda niente di niente di quella sera. Ricorda di essersi ubriacato, dopo mesi senza alcol. O almeno, crede di aver bevuto: si è risvegliato il giorno dopo con un mal di testa lancinante e qualche bottiglia di Whisky Incendiario vuota accanto a lui, mentre era mezzo-steso a terra in una posizione onestamente scomoda e la testa appoggiata alla scrivania nella sua stanza da letto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio, quando ci si deve ancora abituare al buio e al restare chiusi in casa per settimane, è difficile: non tanto per la solitudine o per qualche altra cosa difficilmente riconducibile al carattere di Draco, ma quanto per la sensazione di chiuso che lo attanaglia. All’inizio ci si sente un po’ tutti male. Ci si deve abituare a camminare poco, vedere sempre le stesse cose, respirare aria meno pura del mondo fuori dalle mura di casa tua. Però si riesce sempre ad abituarsi. Essere capaci di questo, agli occhi di Draco, è un pregio insostituibile. Non è facile come sembra: essere capaci di abituarsi a qualcosa include anche l’essere capaci di cambiare un’abitudine e prenderne un’altra. Molti non sanno cogliere la differenza: un’abitudine non è qualcosa che ti porti dietro tutta la vita. Un’abitudine non è un lavoro: tu non sei conscio di essa. Se tu ne fossi consapevole, la questione sarebbe diversa. E se tu ne fossi consapevole, e se tu avessi quest’abitudine per un determinato motivo, non sarebbe più un’abitudine, per come la vede Draco. È diverso. &lt;br /&gt;A Draco non piace prendere delle etichette. Questa è una sua abitudine. Non gli è mai piaciuto, né in passato né ora, ma non sa se quest’opinione cambierà. Se cambierà, non sarà perché lui lo ha voluto: sarà a causa di molteplici fattori, non la sola volontà di un mago.&lt;br /&gt;A Draco non piace Harry Potter: non è un’abitudine, questa. Non lo è mai stata, non lo è e non lo sarà mai. È qualcosa che si è imposto, ci ha creduto così tanto da farla diventare parte della sua routine: si alza, si veste, si lava, odia Potter, fa colazione, va in ufficio, odia Potter, finisce il suo turno, odia Potter, torna a casa, mangia, legge, odia Potter, va a dormire.&lt;br /&gt;E quindi si può ben dire che la routine di Draco è un misto di abitudini e di odii. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco non ha sempre odiato Harry Potter. Non importa cosa gli altri pensino e dicano, Draco non lo ha sempre odiato. Quello che provava per il personaggio di Harry Potter era titubanza e rancore fomentato da ciò che i suoi genitori gli avevano detto. Quello che provava per la persona Harry Potter era disprezzo e rancore fomentato dai gesti di Harry Potter. &lt;br /&gt;Ora non c’è più nessun Harry Potter, nella vita di Draco. A volte appare Potter, Auror ferito dagli scontri, al San Mungo. Draco lo incrocia, lo saluta e lo odia un po’ di più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco cataloga le cose a modo suo. Ci sono le abitudini secondo Draco, e le abitudini secondo il resto del mondo. Questa non è, effettivamente, la definizione giusta di ciò che è perfettamente chiaro nella sua mente. A volta la gente si confonde così facilmente, che Draco si dimentica del vero scopo della sua differenziazione.&lt;br /&gt;In parole povere, il fulcro della questione è questo: Draco non ama dare etichette, e non ama essere etichettato. Draco parla con se stesso di abitudini quasi ogni giorno, ormai, tanto spesso che questa sua fissazione potrebbe essere chiamata abitudine. Ma abitudine non è, o perlomeno, non secondo Draco. Draco ha un sacco di cose a cui pensa che terminano in ‘…secondo Draco’. Pensa, sempre fra sé e sé, che serva a differenziare.&lt;br /&gt;Un’altra parola di cui Draco ha un proprio significato è differenziare: nel suo vocabolario, significa solamente ‘Draco diverso dal resto del mondo.’ Il suo modo di chiedersi e rispondersi da solo ha limitato il suo avvicinamento al resto del mondo e lo sviluppo della differenziazione della parola ‘differenziare’. In un certo qual senso, Draco ne è orgoglioso: non pensa che il resto del mondo sia preso a piccole dispute fra un Draco e l’altro, senza che nessuno se ne accorga. Questo lo fa sentire unico, protetto com’è dal silenzio in cui opera laboriosamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Draco si sveglia, di solito la testa fa male, e sembra star per scoppiare da un momento all’altro. Questo succede spesso, quasi sempre, da così tanto tempo che ormai ci è abituato, in un certo qual modo. Draco pensa che la sensazione spiacevole siano tutti i sogni che stava sognando ma che poi ha smesso di sognare una volta sveglio. Le prime volte che è successo, Draco non ci ha fatto caso. Svegliarsi tranquillo e riposato non è mai stato contemplato nei suoi piani di vita. &lt;br /&gt;Draco non ama doversi spiegare i propri atteggiamenti. Ha già da riferire molte altre cose a molte altre persone: dare troppe spiegazioni è controproducente, e così si limita e cerca di convivere con le stranezze che fanno delle sue giornate qualcosa di più di –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Our lips were cold as clay, we couldn't speak anyway&lt;br /&gt;Save me, I am swallowed by the guilt of this&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nostre labbra erano fredde come se fossero state argilla, non potevamo comunque parlare&lt;br /&gt;Salvami, la colpevolezza di ciò mi sta inghiottendo &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco non si sta nascondendo. Non lo sta facendo, lo giurerebbe se ci fosse qualcosa su cui giurare. Si sta semplicemente riposando, chiuso nel suo ufficio, non rispondendo a nessuno dei gufi che stanno insistentemente beccando contro le vetrate dietro la sua scrivania, e ignorando le notifiche che gli sono arrivate – gli stanno arrivando – via camino e stanno apparendo, impilandosi ordinatamente, su bracciolo della poltroncina su cui è attualmente seduto. A volte gli piace prendersi una pausa da tutto ciò che incombe su di lui. Non è nato perfetto, non lo sarà mai. Non è capace di aggiustare qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questo che, quando qualcuno bussa alla porta ed entra senza avere aspettato il permesso (che Draco non gli avrebbe comunque concesso), il sopracciglio di Draco si inarca. Potter non è esattamente l’ultima persona che si aspetterebbe di trovarsi nel suo ufficio. Lo ha visto, in passato. È passato di qui, per burocrazia e cose del genere, e soprattutto quando non c’era nessun altro tranne che Draco abbastanza preparato da poterlo aiutare, in un qualche modo. (A Draco non piace pensare al passato. Il passato è qualcosa di già accaduto. Il passato è qualcosa che custodisce nel suo Pensatoio, al riparo da sguardi indiscreti. Draco non si permette di guardare nel suo Pensatoio troppo spesso: le volte che lo ha fatto si possono contare sulle dita di una mano, e se ne è pentito ogni singola volta.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco potrebbe chiedere, “Che piacere vederti. Cosa ti porta fin qui?”, o potrebbe dire, “Al momento sono occupato, potresti ripassare più tardi?”, ma quello che fa davvero è semplicemente annuire, in un certo qual senso, e con un leggero movimento della bacchetta fa apparire due tazze di caffè scuro bollente. Ne offre una a Potter. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco non parla spesso. Draco pensa, Draco rimugina, ma Draco non parla. Non chiacchiera e non bisbiglia. Draco ha imparato a elaborare i propri pensieri in modo tale da non aver bisogno di pronunciare parole. Draco è un grande ammiratore del pensiero scritto, ma ancora di più di quello pensato. Parlare gli sembra un inutile spreco di tempo, e l’eco che risuona è sempre controproducente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco non ha intenzione di lasciarsi andare. Non lo ha voluto per gli ultimi dieci anni e non lo farà di sicuro ora. Draco sa che niente è cambiato, negli ultimi tre giorni (settimane e mesi e anni, preciserebbe Pansy. &lt;i&gt;Dieci anni, Draco, dieci anni e ancora non vuoi cambiare?&lt;/i&gt;). Sa che non è cambiato, ma non può fare a meno di notare più cose, ora. Cose come i graffi che prima non c’erano e ora sono sul suo corpo. Draco non sa come se li sia procurati e non si preoccupa di scoprirlo. Ha altre cose a cui pensare, cose più importanti e degne della sua attenzione. Ne è profondamente convinto. Assolutamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;When you were young you kept a list of the things […]&lt;br /&gt;I've known you in every life I've lived -- yeah, I'm still a kid, even though I'm colder&lt;br /&gt;(we can wake up home again, come over, come over)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando eri giovane tenevi una lista delle cose […]&lt;br /&gt;Ti ho conosciuto in ogni vita che ho vissuto – sì, sono ancora un ragazzino, anche se sono più freddo&lt;br /&gt;(possiamo risvegliarci di nuovo a casa, vieni qui, vieni qui)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si è addormentato, eppure la sensazione che lo avvolge assomiglia a quella che prova nel passaggio dal sonno alla veglia. Lo intorpidisce e al contempo cerca di scuoterlo (sembra sollecitarlo ad alzarsi una volta per tutte). Draco sa di non essersi addormentato. Se lo avesse fatto, se ne sarebbe accorto. Ci sarebbe un buco nei suoi ricordi, ma non uno dei buchi provocati da un incantesimo di memoria eseguito male, ma uno di quelli che ci si crea inconsciamente. Draco sa tutto questo, ne è al corrente, ma non può fare a meno di sentirsi un po’ come se si fosse rigenerato dopo un lungo, lungo sonno e non volesse far altro che tornare a dormire, ma sa di non potere. Draco sa tutte queste cose e non le respinge. Sa anche che è meglio lasciarsi trascinare dalle cose così come sono, ed è per questo motivo che non si muove, ma si limita a socchiudere (piano, piano) le palpebre, cominciando a scandagliare la stanza in cui si trova. Non riesce a vedere bene le cose, e viene colto da un (silenzioso) momento di panico, acuito soprattutto dalla mancanza di rumore. Poi si rilassa, notando il bagliore della luna (attraverso i sottili vetri delle finestre senza tendine), leggero e semi nascosto dal gigantesco armadio o qualcosa di simile. Non è appoggiato a una parete, ma è stato posizionato quasi in modo da impedire la visuale dell’altra parte della stanza. Quello da cui Draco ha notato la luce è uno spiraglio. Draco è sempre stato bravo a notare cose. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco si sveglia all’improvviso e la prima cosa che nota è il peso caldo e familiare sul suo petto. Non osa aprire gli occhi per scoprire chi sia. Draco è ormai abituato a questi risvegli improvvisi e non orchestrati o progettati. (La sensazione di spiazzamento sta cominciando a non presentarsi neanche più.) Draco è abituato a non-ricordare bene chi sia o cosa ci faccia qui e perché non sia da qualche parte e perché i suoi ricordi siano mischiati e confusi, perché è esattamente il modo in cui si sveglia ogni giorno. Draco non cerca di spostarsi, perché è una di quelle cose che ha imparato a non fare. Non-ricordare è una parola valida solo per certi versi; in ogni caso, Draco riesce sempre, istintivamente, a crogiolarsi nel poco che ricorda e a sfruttarlo al meglio, cercando di non destare sospetti. (Draco non vede mai gli sguardi tristi che gli rivolgono Pansy e Harry. Draco non li vuole vedere, e per questo non li vede. Non-ricordare è una gran bella cosa, diciamolo.) Draco non si muove perché sa che il peso morto ha avuto un giorno stancante e ha bisogno di tutto il riposo che può ottenere. Draco respira profondamente, poi cerca di riaddormentarsi. (Non ci riesce.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;(Terrified of what’s inside) to save his life he crawls like a worm from a bird&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Terrorizzato da ciò che è dentro) per salvarsi la vita striscia come un verme da un uccellino &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Draco si solleva di botto dal materasso su cui era steso poco fa, il respiro affannato e gli occhi spalancati. (Occhi che non ricorda simili a come li ha appena sognati. Draco ha paura.) Draco ha avuto (ha ancora) un momento di intenso terrore, uno di quelli simili a quando aveva pochi anni e viveva ancora sotto lo stesso tetto dei suoi genitori. E aveva incubi. (&lt;i&gt;Però questa paura è accentuata dalla solitudine&lt;/i&gt;, Draco aggiungerebbe, se non stesse tremando.) Prende vari, calcolati respiri profondi, e si guarda intorno spaventato.&lt;br /&gt;Nonostante tutto. Nonostante tutto, vuole tornare a dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;We can turn our backs on the past and start over…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo voltare le spalle al passato e ricominciare da capo… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;(Un giorno si addormenterà e riuscirà a risvegliarsi tranquillo come non è mai stato in vita sua. Ci sarà Harry – non Potter, ci sarà Harry, Harry senza alcuna cicatrice in fronte –, ci sarà il matrimonio felice di chiunque voglia sposarsi quel giorno, ci saranno scherzi, risate, cieli tersi e bambini sorridenti. Non ci sarà pioggia e nessuno sarà addolorato, nessuno avrà il permesso di litigare, Fred e George saranno ancora Fred-e-George, e vi sarà un finale felice per tutti. Anche per Draco.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Draco ottiene sempre quello che vuole,&lt;/i&gt; dice Pansy sicura. Il suo sguardo è fiero e feroce e tutto quello che Harry vorrebbe diventare.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;&lt;i&gt;We might live like never before…&lt;br /&gt;When there's nothing to give&lt;br /&gt;Well how can we ask for more?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potremmo vivere come mai prima…&lt;br /&gt;Quando non c’è niente da dare&lt;br /&gt;Be’, come possiamo chiedere di più?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta che lo nota non è la prima volta che accade; la prima volta che accade, Draco non ne è consapevole, e questo è assolutamente comprensibile. Draco è steso su un divano, la gambe ripiegate e il capo inclinato verso il camino del soggiorno. Sente un fastidioso prurito nella zona circostante il suo polso, ma non si muove perché sta cercando di rimanere silenzioso e quieto abbastanza da non svegliare il peso morto che è affondato nell’altro lato del divano, ancora con la giacca addosso e la sciarpa allentata. Parlando del peso morto, le scarpe se le è a malapena tolte e si è immediatamente buttato sulla prima superficie comoda nei paraggi; di norma Draco ne sarebbe infastidito, ma questa volta, solo questa volta, lascia correre, e decide di non punzecchiarlo in seguito per ciò. Il soggiorno è silenzioso e il respiro profondo di Harry è l’unico rumore che si sente. Draco è sveglio. (Sorride.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: i versi che vengono citati nella storia sono, in ordine di apparizione, appartenenti a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 9pt;"&gt;1) Magnolia, The Hush Sound&lt;br /&gt;2) A dark congregation, The Hush Sound&lt;br /&gt;3) One day, robots will cry, Cobra Starship&lt;br /&gt;4) The bird and the worm, The Used&lt;br /&gt;5) The world has its shine (but I would drop it on a dime), Cobra Starship&lt;br /&gt;6) Delicate, Damien Rice&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fangs up, gente!&lt;a name='cutid2-end'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
  </entry>
</feed>

